Toscana
Viareggio, l’attaccante che va a segno ogni volta che gioca a Pietrasanta
Ceciarini: bello trovare spazio in questa squadra
VIAREGGIO. Lo stadio di Pietrasanta porta bene a Gabriele Ceciarini. Già nel marzo del 2022 l’attaccante che all’epoca vestiva la maglia e i gradi di capitano del Corsanico aveva deciso il derby contro il Pietrasanta con una rete messa a segno con un pallonetto dalla lunga distanza, un gol anomalo per un rapace dell’area di rigore, che aveva fatto spellare le mani ai presenti.
E nella stagione appena iniziata nel giro di un mese “Cecia” ha violato per due volte la porta, la stessa quella lato nord, dello stadio pietrasantese. La prima in Coppa Italia con una acrobatica rovesciata dal centro dell’area, la seconda nell’ultimo turno di campionato al termine di un’azione di contropiede che in pratica ha messo in ghiaccio la partita.
Il gol numero 154 in carriera (segnatamente alle partite di campionato) per il puntero viareggino che a 31 anni sta cercando di ritagliarsi uno spazio con la maglia della squadra della sua città, mai indossata, dopo le stagioni con Stiava, Bozzano, Massese, Lammari, Fucecchio, Capezzano, Villa Basilica, Corsanico e Folgor Marlia con il quale nell’ultimo campionato di Prima Categoria aveva stabilito il record di segnature, ventisette. Un record che in estate ha convinto lo staff del Viareggio a portare a casa il ragazzo che con Brega e Chicchiarelli è andato a comporre un tridente da cime tempestose.
Cosa ha di particolare il XIX Settembre visto che riesce sempre a dare un dispiacere al Pietrasanta?
«Direi niente di particolare. Direi che invece mi lascia ricordi piacevoli come il gol partita che realizzai con il Corsanico ed i due gol messi a segno in questa stagione con il Viareggio».
Due reti in quattro partite ufficiali. Come inizio non c’è male.
«Sono soddisfatto perché sto avendo spazio in una squadra che vanta una rosa di giocatori importanti. È per questo che cerco di essere concentrato al massimo».
Cosa l’ha convinta ad accettare la corte del Viareggio pur sapendo che non avrebbe avuto, almeno inizialmente, una maglia da titolare?
«Il fatto di approdare alla corte di una società importante e di poter vestire la maglia della squadra della mia città. Motivazioni che mi hanno fatto scegliere il Viareggio rispetto ad altre squadre. Pur sapendo che di lì a poco sarebbe arrivato anche Brega. Poi non volevo mancare l’occasione di potermi misurare in una categoria nella quale non giocavo da cinque anni con una squadra che punta a vincere il campionato».
Cosa vi siete detti con società e allenatore al momento in cui ha firmato?
«Mi hanno detto che credevano in me. Io ho risposto che avrei fatto di tutto per meritare la fiducia che mi avevano accordato e che avrei fatto di tutto per mettere in difficoltà l’allenatore al momento di fare la scelte di formazione».
Pensa che Santini riproporrà il tridente di Pietrasanta?
«Questo dovete chiederlo a lui. Per quanto mi riguarda mi sono trovato bene anche perché a turno ci siamo sacrificati tutti in fase di ripiegamento. Dal punto di vista tecnico, se mi posso permettere, con questo schieramento c’è la possibilità di essere più pericolosi quando c’è da attaccare la profondità».
Come si è trovato con il nuovo spogliatoio?
«Conoscevo quasi tutti i ragazzi quindi nessun problema nell’approccio».
E con Brega e Chicchiarelli?
«Sono due attaccanti importanti con i quali è facile trovarsi bene. Brega è sempre stato uno dei miei punti di riferimento tra gli attaccanti della nostra zona. Ci eravamo sfiorati a Bozzano nel senso che quando io arrivai in orange lui andò a giocare da un’altra parte».
E della società cosa ci può dire?
«Che è molto ben organizzata. Non ci manca niente. E poi c’è uno staff tecnico molto preparato».
Cosa è cambiato nel giro di tre giorni tra il Viareggio molle in coppa e quello con gli occhi della tigre in campionato?
«Per vincere le partite non sono sufficienti le qualità tecniche. Bisogna stare in campo con tanta grinta. Nella gara di coppa siamo stati forse un po’ presuntuosi e l’abbiamo pagata. Ci siamo parlati con la società e l’allenatore ma c’era ben poco da dire visto che i primi ad essere scontenti della prestazione eravamo noi giocatori».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
