Gioco
Versilia Football Planet, cala il sipario. Un’edizione con grandi nomi ed eventi
Montolivo si confessa: «Il mio cuore è milanista. Prandelli miglior allenatore per me»
CAMAIORE. È la calato il sipario sulla due giorni che si è svolta nel centro storico di Camaiore della rassegna Versilia Football Planet, ideata da Marco Calamari.
Ci sono stati tornei di calcetto, calcio camminato, calcio balilla, sono stati coinvolti i commercianti che hanno addobbato le vetrine in tema calcistico per un concorso che ha visto ogni sera premiazioni per le più belle. Talk show che hanno portato personaggi sia a livello locale, che nazionale. Si sono alternati sul palco centrale di piazza XXIX Maggio gli ex calciatori versiliesi Fabrizio Baldini, Daniele Marcucci, Vincenzo Marino.
Domenica sera grazie alla collaborazione con Palla al centro, c'è stata anche la premiazione dell'attaccante del Seravezza Pozzi, Lorenzo Benedetti, capocannoniere a livello nazionale della serie D con 23 gol, fra l'altro di Camaiore.
Gli incontri sono stati condotti da giornalisti locali, oltre che da Giorgio Comaschi, affiancato dall'ex calciatore ed opinionista televisivo, Eraldo Pecci. Tra gli ospiti l'ex calciatore Sebino Nela, Elisabet Spina, responsabile del settore femminile del Milan, il procuratore Giovanni Branchini che in passato ha portato all'Inter Ronaldo il fenomeno e l'ex centrocampista della Fiorentina, Milan e della Nazionale Riccardo Montolivo, oggi commentatore di Dazn.
«Mi sento con il cuore milanista – d ice Montolivo – perché vengo da una famiglia dove sono stati tutti tifosi rossoneri. Cesare Prandelli è stato l'allenatore con il quale mi sono trovato meglio. L'ultimo anno al Milan è stata dura, perché è coinciso con il cambio di proprietà e quell'esperienza mi ha portato a dire basta con il calcio giocato e dedicarmi di più alla famiglia».
Il procuratore Giovanni Branchini ha messo in luce le difficoltà del nostro calcio. «Invece di prendere dei provvedimenti per farlo migliorare, chi dovrebbe prendere le decisioni importanti pensa invece a mantenersi le proprie poltrone a scapito di tutto il movimento, ecco perché oggi ci sono meno campioni di un tempo».
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