Toscana
È un super Viareggio. «Ma vincere sarà dura»
VIAREGGIO. Il colpo Cristian Brega ha fatto del Viareggio la regina del mercato. Un titolo meritato non solo per l’arrivo del super bomber viareggino (260 reti in carriera) ma anche per i successivi innesti effettuati dal diesse Giacomo Lippi, alla terza stagione con le zebre, che ha portato alla corte bianconera Samuele Pizza, Gabriele Ceciarini e Giacomo Benedini, elementi che hanno innalzato il tasso tecnico, peraltro già elevato, del roster a disposizione di Stefano Santini e che fanno delle zebre una favorita o forse è meglio dire la favorita del girone A del prossimo campionato di Promozione.
Lippi, il mercato del Viareggio può dirsi concluso?
«Sì. Anche se continueremo a guardarci intorno soprattutto nell’ambito dei giovani che ci interessano anche in proiezione futura».
Come è nata l’idea di andare a prendere Brega?
«Cristian è un amico fraterno con il quale mi sento tre o quattro volte al giorno. Da anni, quando finiva una stagione mi chiedeva quando sarei riuscito a portarlo con me. E il momento è arrivato».
Quali stimoli può avere un giocatore come Brega dopo anni di esperienze in categorie superiori?
«Intanto Cristian ci teneva a indossare la maglia della squadra della sua città, che aveva vestito solo nelle giovanili, e soprattutto ha voglia di portarla alla vittoria».
C’è poi il ritorno di Pizza che sembrava avere detto stop al calcio giocato. Come lo ha convinto a rinviare la decisione?
«A Samuele sono legato fino dai tempi in cui vestiva la maglia dell’Esperia e io iniziavo a muovere i primi passi nel settore dirigenziale. È stato un simbolo per i tifosi e vuole tornare a esserlo. È bastato un minuto a trovare l’accordo».
Gli arrivi di Brega e Pizza hanno fatto passare un po’ in secondo piano quelli comunque importanti di Ceciarini e Benedini…
«Innesti di qualità. Benedini unisce alla tecnica quella componente di cattiveria agonistica che forse in difesa mancava. Ceciarini è stata la nostra prima scelta perché ci avevano impressionato le sue doti di realizzatore. E lui da viareggino è stato entusiasta di indossare la maglia bianconera».
Come è riuscito a gestire il caso Marinai il quale sembrava destinato a salutare la compagnia?
«Non è mai esistito un caso Marinai. Solo chiacchiere. Ci eravamo dati appuntamento dopo i suoi impegni nel beach soccer del mese di giugno. Così è stato e non ci sono stati problemi per avere il suo assenso. Stefano sa perfettamente che è un giocatore importante per il Viareggio e poi dopo avere accettato di ripartire dalla Seconda Categoria sarebbe stato una follia mollare».
Gli innesti impreziosiscono una rosa già importante. Pronti ad accettare il ruolo di squadra da battere?
«In questo torneo di Promozione ci sono realtà importanti che hanno costruito ottimi organici. Ma i campionati non si vincono a tavolino. Tutti i nostri ragazzi sanno che vuol dire indossare la maglia del Viareggio. La nostra presenza alza il livello del campionato e tutte le squadre contro di noi danno il massimo e proprio per questo dobbiamo essere pronti a giocare tutte le partite come fossero una finale».
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