Gioco
Viareggio, la scelta di Veronica: lascio il volley per fare la mamma a tempo pieno
Una foto speciale con le compagne del Mondovì per festeggiare la gravidanza
CAMAIORE. Per Veronica Bisconti, pallavolista riminese, da anni adottata dalla Versilia, si è chiuso quest’anno un importante capitolo di vita. Al termine della stagione pallavolistica a Mondovì, ha salutato non solo compagne e società ma anche il mondo del volley e lo ha fatto in un modo originale, una foto con le compagne in cui annunciava a tutti la prossima maternità. Per Veronica, all’età di trentadue anni, si apre quindi un nuovo capitolo che la vedrà tornare a Camaiore dove con il marito Federico Tosi (anche lui ex libero di Serie A, neo promosso in B con l’Upc) ha scelto di mettere su casa, privilegiando la sfera familiare. Ma per adesso è impossibile dire se questo sia un addio o solo un arrivederci al volley.
Palmares
Veronica si è aggiudicata Scudetto, Coppa Italia di A1, Super Coppa Italiana e Cev Cup nel 2012. Poi un Campionato Sand Volley 4*4 con Coppa Italia Sand Volley 4*4 nel 2015 e infine Coppa Italia A2 nel 2021.
Carriera
I primi campionati nazionali disputati con la Pro Patria di Milano in B2 e B1 (2008-2009), l’esordio in A1 con Busto Arsizio con cui dopo un anno di B2 (2010-2011) ha fatto due anni di A1 (2011-2012 vincendo tutto quello che si poteva vincere), poi due anni a Monza in A2 (2013-2015), di nuovo A1 a Vicenza (2015-2016), Soverato (A2 2016-2017), Modena (A1 2017-2018), Savino del Bene Scandicci (A1 2018-2019), Filottrano (A1 2019-2020), Macerata (A2 2020-2021) e poi le ultime due stagioni in A2 a Mondovì (2021 -2023).
Mondovì
«È stata una stagione abbastanza complicata – spiega Veronica – perché con la nuova formula tutti i punti erano importanti. Per noi è stato abbastanza tosto anche perché abbiamo avuto problemi fisici, alla fine quindi per come si erano messe le cose abbiamo fatto un gran campionato. Sono mancati solo un paio di punti lasciati in giro nella prima fase. Come ho già detto più volte, in questi due anni a Mondovì ho trovato una famiglia, una casa, non posso che ringraziare la società. Sono molto contenta di questa mia nuova avventura al di fuori dalla pallavolo, non so cosa mi aspetterà e sarà tutto da scoprire, so cosa lascio e mi dispiace, a Mondovì ho lasciato il cuore e loro lo sanno, c’è stima tra noi. Ringrazio la società, i tifosi e tutta la gente che c’é attorno alla società e aiuta dietro le quinte».
La gravidanza
«Ho scoperto con un controllo di essere già al terzo mese – confessa Bisconti – è stato un vortice di emozioni, una sensazione strana e difficile da descrivere. Molto forte e bella. Più passano i giorni e soprattutto tornando a casa realizzo sempre di più». Veronica lo ha annunciato al mondo con uno scatto di squadra davvero particolare alla fine del campionato: «C’è stata una fuga di notizie un po’ troppo presto ma la voce si era sparsa talmente tanto che quando le mie compagne mi hanno chiesto di fare la foto così, ho accettato. È stato un modo carino di comunicare la cosa».
Il futuro
«Difficile oggi dire cosa farò poi. Sicuramente dallo scorso anno c’è il pensiero di fermarsi e costruire qualcosa fuori dalla pallavolo ma allo stesso tempo voglio vedere quanto riesco a starci senza pallavolo, visto che la mia è più un’esigenza familiare che non di problemi fisici o l’aver perso la voglia di giocare. Non so quindi cosa farò dopo la gravidanza, lo scoprirò mese dopo mese scoprendo quali saranno le mie esigenze e le mie sensazioni».
Momento più bello
«Sicuramente il primo anno di serie A è difficile da dimenticare e con Busto Arsizio ho vinto tutto. Ma alla fine gli anni con Busto erano i miei primi in serie A, mi sono trovata in una cosa più grande di me, tante emozioni forti sono state molto amplificate – ammette il libero nostrano – il momento più significato è sicuramente la vittoria della Coppa Italia con Macerata dopo un momento difficile, da sfavorite. Era il primo trofeo della società ed è stato molto di impatto e molto importante per me. Come lo scorso anno con Mondovì portare la società ad una prima finale playoff dopo anni, anche lì in un determinato modo, con gli infortuni é stato molto forte. In quei momenti si creano legami difficili da descrivere. In generale far parte della storia delle società negli ultimi anni è stato molto importante».
Momento più difficile
«Direi l’anno di Vicenza ad inizio carriera dove secondo me ho avuto troppa fretta di arrivare, venivo da due anni a Monza, con due finali playoff perse e ho preso quella decisione con troppa foga, è stato un momento difficile perché quell’anno l’ho vissuto veramente male, forse è l’unica scelta che rimpiango di aver fatto». Sui social Veronica ha lasciato un toccante post alla se stessa bambina, raccontando aneddoti del passato. Ma cosa direbbe oggi a quella bambina? «Sicuramente le direi – risponde Veronica – di continuare con determinazione sulla sua strada, magari di avere un po’ di autostima in più, in quello che sa e può fare. Di credere più in se stessa in generale e anche di non avere fretta di arrivare che ognuno ha il suo percorso, c’è chi lo matura prima e chi dopo. L’importante sono le scelte che si fanno durante il percorso, scelte che devono essere fatte in prospettiva per la propria crescita e non per voler arrivare subito».
Veronica poi si rivolge anche alle giovani di oggi: «Direi loro, quello che avrei detto a me qualche anno fa: ognuno ha il suo percorso. c’è chi arriva prima, chi dopo e chi non riesce. L’importante in questo sport è sapersi divertire perché poi quando arrivi a certi livelli ti dimentichi un po’ che lo fai perché ti piace e ti diverte. Non bisogna aver fretta. È importante prima crescere e dimostrare poi pensare ad arrivare».
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