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La vita da mediano di Marco Cipollini: «Il calcio è passione che brucia dentro»

di Massimo Guidi
La vita da mediano di Marco Cipollini: «Il calcio è passione che brucia dentro»

Nemmeno un grave infortunio lo ha fermato

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VIAREGGIO. Il calcio è la sua grande passione. Mai sopita nemmeno quando, alcune stagioni or sono, dopo essersi sfasciato il ginocchio destro, era dovuto rimanere due anni senza correre dietro ad un pallone. E magari con la prospettiva di dover lasciar perdere. Ventinove anni compiuti nel novembre scorso, una compagna (Giada) che lo ha sopportato e supportato durante la sosta ai box e due bimbi, Marco Cipollini ha iniziato a giocare a calcio a sei anni nel Lido di Camaiore prima di passare alla Croce Verde e poi al Viareggio, con il quale ha partecipato a due edizioni della Viareggio Cup.
Nella stagione 2011/2012 avviene l’esordio tra i dilettanti con il Sestri Levante con il quale vince un campionato di Eccellenza. Poi le esperienze con Fortis Lucchese, Pietrasanta, Poveromo e Bozzano prima dello stop per l’infortunio. La ripartenza è con Torrelaghese e Pietrasanta, formazioni con le quali vince il campionato di Seconda categoria, esperienze alle quali fanno seguito quelle con Lido di Camaiore, Massarosa fino al passaggio nell’estate scorsa al Corsanico, del quale è presto diventato uno dei leader e che sta cercando di pilotare verso una complicata salvezza. È un centrocampista che abbina tecnica e visione di gioco ad una buona gamba che gli consente di coprire vaste zone del rettangolo di gioco per tutti i novanta e passa minuti. Viareggino di nascita, ma napoletano di origini, è tifosissimo della squadra di Luciano Spalletti così come tutti i componenti della sua famiglia.
Cosa significa il calcio per Marco Cipollini?
«È la mia grande passione, quella che mi brucia dentro fino da quando ero un bambino e che mi porta anche a togliere un po’ di tempo alla famiglia».
Come ha vissuto il lungo periodo durante il quale è dovuto rimanere lontano dai campi per l’infortunio?
«È stato un brutto periodo, durante il quale contavo i giorni che mancavano al rientro. E se sono riuscito a superare il momento devo dire grazie a Giada, la mia compagna, che mi ha aiutato molto così come tutta la mia famiglia».
Uno con la sua passione avrà già messo un pallone tra i piedi dei suoi bimbi?
«Uno ha solo due anni ed è ancora troppo piccolo. L’altro ne ha sei e sta cominciando ad interessarsi al pallone. Ma non lo voglio forzare ad iniziare».
Ha sempre giocato da centrocampista?
«Da ragazzino sono stato schierato sia da attaccante esterno che da trequartista, poi con il passare delle stagioni ho arretrato la posizione fino ad arrivare davanti alla difesa».
È un ruolo che le piace?
«Sì perché mi consente di stare sempre nel vivo del gioco».
Quali sono i suoi punti di forza?
«Direi la tecnica e il saper leggere il gioco. Elementi che ho imparato giocando a fianco di tanti giocatori di buon livello».
E il difetto maggiore?
«Quello di essere a volte un po’ troppo impulsivo. Anche se ultimamente riesco a rimanere più lucido. Giocando in mezzo a tanti ragazzi giovani devo cercare di essere per loro un esempio positivo».
Ha mai avuto qualche modello di giocatore?
«Anni fa stravedevo per Iniesta e Xavi. Tra i giocatori dell’ultima leva mi piace molto Lobotka, un giocatore fortissimo».
Le piacerebbe fare l’allenatore?
«Stavo parlando recentemente con alcune persone di questa possibilità. Magari tra qualche anno mi piacerebbe cominciare ad allenare partendo con le giovanili. Per vedere se sono in grado di ricoprire quale ruolo».
Ma veniamo al presente: riuscirà il Corsanico a conquistare la salvezza?
«Purtroppo la nostra è stata una stagione complicata. Siamo una squadra dall’età media molto giovane e abbiamo pagato la mancanza di esperienza. Forse anche un po’ troppo perché non credo che meritiamo la classifica attuale. Dopo l’incontro proibitivo con la Folgor Marlia inizieranno gli scontri diretti, dove dovremo cogliere più punti possibile. Ho detto a tutti i miei compagni che non bisogna alzare il piede dall’acceleratore fino all’ultima giornata».
E tra Viareggio e Romagnano chi vede favorita?
«Sono due squadre forti. Il Romagnano ha giocatori esperti di queste categorie e che dunque sanno gestire certe situazioni. Il Viareggio però mette in campo una qualità nei singoli incredibile».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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