Gioco
L’addio di Vangioni: «Sorpreso dall’esonero, avremmo potuto chiudere al quinto posto»
L’allenatore che negli ultimi anni ha regalato tante emozioni al Seravezza. Pozzi non nasconde il rammarico: troppo affetto e poca analisi nella decisione della società
SERAVEZZA. Si chiude con una vittoria il Vangioni Bis: la stagione del mister di Gallicano al Seravezza Pozzi che sotto la sua guida ha inanellato negli anni 312 punti. Una decisione che sui social ha destato un po’ scalpore perché giunta proprio dopo una vittoria, sofferta, ma pur sempre vittoria che poteva costituire un buon viatico per trascorrere un Natale sereno, magari come l’inizio di una striscia positiva che non c’era mai stata. Essendo stato esonerato dopo il 30 novembre, Vangioni vede preclusa la possibilità di sedersi su altre panchine e in un certo modo Seravezza rimane ancora la sua casa o almeno la società con cui dovrà rimanere tesserato fino a giugno 2023.
«La decisione mi ha sorpreso – ammette l’ex allenatore dei verdeazzurri – perché arrivata dopo una vittoria di quelle che contribuiscono a fare di un gruppo una squadra: alla fine una vittoria anche risicata perché abbiamo avuto la possibilità nel primo tempo di chiuderla. Di fronte avevamo una formazione di grande blasone che arrivava al completo al Buon Riposo. Avere sofferto credo che potesse essere un elemento a nostro favore perché la squadra si è stretta al petto la vittoria e l’ha portata in fondo».
Obiettivamente la squadra aveva ben altre aspettative e ha pesato anche il ruolo che ha avuto il mister nella costruzione della squadra senza un direttore sportivo. «Guardando la classifica potevamo ancora girare a 23 punti, ricordando che l’anno del covid girammo a 21 e alla sospensione del campionato eravamo terzi a quattro punti dalla Lucchese con lo scontro interno da giocare in casa. Sono un uomo di calcio e so che queste cose fanno parte del gioco e alla fine paga sempre l’allenatore: dispiace perché non è stato colto il momento della squadra, i tanti infortuni che stavano rientrando, le varie problematiche che si sono verificate a inizio campionato. Forse sarebbe servito meno affetto per i colori e più analisi del momento, ma so che va così».
Mister Vangioni era partito costruendo una squadra che in precampionato ha ingabbiato e battuto Lucchese e Carrarese e giocato per un tempo alla pari con l’Empoli, vinto a Livorno e entusiasmato: poi in campionato, si è persa quella freschezza che era stato il punto di forza in estate, con alcune situazioni tattiche che creavano problemi come la posizione di Putzolu e alcuni under che poi non hanno confermato le aspettative. «Ho costruito io la squadra con il presidente e tutte le scelte sono state condivise: sono ancora convinto che avrei potuto portare la squadra al quinto posto: in questi anni abbiamo fatto due terzi posti, un sesto, un decimo e forse non è bastato: la società è ambiziosa e ha fatto le sue scelte. Restano l’affetto per il presidente e per l’ambiente Seravezza. Ma non tornerei volentieri se dovessi essere richiamato. Poi c’è un contratto che mi lega fino a giugno. Rimpianti? Non essermela potuta giocare fino in fondo, però so il mio valore e lo dimostrerò in futuro perché questa è solo una pausa».
In giornata sono arrivate le dimissioni del vice Avio Landi che aveva guidato la squadra nelle ultime partite della stagione scorsa dopo essere stato il vice di Massimiliano Incerti e prima di Alberto Ruvo: come secondo di Christian Amoroso ci sarà Nishaj Toledo. «Le dimissioni di Avio Landi – chiude Vangioni – rendono conto della statura di questo allenatore che è stato qualcosa in più di un secondo allenatore».
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