Gioco
Con Gianni Santini continua la dinastia «Viareggio e famiglia sono la stessa cosa»
Dal bisnonno a lui, è una storia bianconera
VIAREGGIO. Per Gianni Santini il Viareggio è un affare di famiglia. Da oltre settanta anni nella storia delle zebre c’è sempre un Santini. Prima il bisnonno Carmelo, uno degli agenti teatrali più importanti d’Italia nella seconda metà del secolo scorso, oltre che giornalista e dirigente sportivo (anche in seno alla Figc) , che nella stagione 1950/1951 vestì i panni di presidente della società viareggina. Poi Gianni, il figlio di Carmelo e nonno di Gianni junior, difensore dal fisico statuario che negli anni Settanta vestì la maglia delle giovanili del Viareggio arrivando ad essere convocato più volte da Enzo Riccomini per la prima squadra. E quindi Stefano, figlio di Gianni, attuale allenatore delle zebre, uno degli uomini del Triplete del 2006 (suo il gol promozione al Buon Riposo contro il Versilia) già entrato nella storia del Viareggio per essere uno dei quattro personaggi (gli altri sono Zappelli, Riparbelli e Caramelli) ad avere vinto in bianconero sia da giocatore che da allenatore.
Ora tocca a Gianni junior provare a scrivere una bella pagina di storia strisce bianconere in attesa di un quinto Santini, il giovane Matteo, uno dei fratelli di Gianni, che sta trascinando la Juniores a suon di reti. Ventidue anni, portiere con il fisico da corazziere, Gianni – che tifa rigorosamente Milan come tutta la famiglia e ha avuto come idolo Neuer – ha iniziato a volare tra i pali nel Cgc Viareggio per poi vestire le maglie di Capezzano, Viareggio 2014 e Real Forte Querceta. Poi uno stop e un periodo di riflessione dovuto agli impegni di lavoro, senza tralasciare l’amato beach soccer. nel quale difende neanche a dirlo la porta del Viareggio, sempre sotto la guida di papà Stefano, come nel calcio a undici.
Probabilmente un piccolo record. Cosa l’ha convinta a tornare a giocare nel calcio a undici?
«Quando due anni fa è partito il progetto ho subito accettato, anche se sapevo che il mio ruolo sarebbe stato un po’ marginale visto che il portiere titolare è Andrea (Carpita ndr)».
Dopo la scorsa stagione passata in panchina quest’anno arriva l’occasione di scendere in campo. Un po’ a sorpresa. Come l’ha vissuta?
«Direi bene. Una soddisfazione poter dare il mio contributo, anche se mi dispiace per il problema avuto da Andrea».
L’esordio con il Romagnano non è stato dei migliori. Ma contro Marlia e Tirrenia ha reagito subito, tenendo la porta imbattuta.
«Ho sbagliato l’uscita. Fossi rimasto in porta l’attaccante ospite non avrebbe segnato, e magari saremmo andati negli spogliatoi in vantaggio. Chissà, vincendo la partita».
Ritiene che le uscite ritiene siano il suo punto debole?
«No. Quello con il Romagnano è stato un infortunio che purtroppo può capitare. Direi che il fondamentale dove devo lavorare ancora di più è nel gestire il pallone con i piedi».
Cosa significa avere il padre per allenatore? Come è il suo rapporto con lui?
«Lui è uno che tratta tutti allo stesso modo e non sta certo a guardare i gradi di parentela. E questa è una dote che tutti gli riconoscono. Scendendo più nel particolare, per me non è facile perché a volte il confronto continua anche a casa».
Senza dimenticare poi i giudizi di nonno Gianni, che assieme a nonna Dania non si perde una partita.
«Il nonno è uno tosto. Non lascia mai passare niente. Però, così come non ci pensa troppo a bacchettarmi per gli errori, è altrettanto pronto a farmi i complimenti quando è il caso».
Come è il suo rapporto con Massimiliano Della Lucia che cura la preparazione dei portieri?
«Molto bello. È una persona speciale, sempre disponibile e che non usa mai parole in negativo. Difficile trovare persone del genere».
Lei gioca anche a beach soccer. Quanto lo aiuta nel calcio a undici?
«Mi consente di non fermarmi per il periodo estivo, un fattore importante per me che ho la tendenza ad ingrassare. A livello tecnico mi aiuta nel lavoro tra i pali, visto che durante una partita di beach arrivano un numero impressionante di tiri».
Domenica arriva il Calci avversaria diretta nella corsa alla vittoria finale. Ritiene sia già una gara decisiva?
«Il campionato è ancora lungo. Arriviamo a questa partita con tanti ragazzi fuori per infortunio, ma dobbiamo andare oltre e pensare solo a vincere».
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