Gioco
Ceciarini e l’euro-gol che ha deciso il derby: «Un tiro fortunato per tutto il Corsanico»
L’attaccante e capitano degli orange racconta la prodezza. «Ci tenevo a fare bene col Pietrasanta, ecco la mia dedica per il nostro presidente»
VIAREGGIO. Un gol così Gabriele Ceciarini non lo segnava da tanto tempo, da almeno una decina di anni fa quando vestiva la maglia dello Stiava. Anche perché un gol così, realizzato con un tiro da quasi metà campo, non rientra nel repertorio di chi come il capitano del Corsanico è abituato a frequentare le aree di rigore. Un euro-gol che oltretutto ha messo il sigillo alla gara arrivato in una partita speciale come il derby (vinto) a casa della capolista Pietrasanta che non perdeva proprio dall’andata contro gli orange e che dunque merita una dedica speciale ad una persona speciale come il presidentissimo Alessandro Crovara ai box per qualche problema fisico ma che segue sempre con immutata passione le sorti dei suoi ragazzi.
Per l’attaccante massarosese, 30 anni il prossimo giugno, un passato con le maglie di Bozzano, Massese, Stiava, Lammari, Fucecchio, Capezzano, Marlia e Villa Basilica (con oltre 120 reti all’attivo) è l’ottavo centro di un campionato che lo ha visto saltare diverse partite causa un infortunio muscolare. Gabriele è il leader riconosciuto della formazione collinare, con la quale gioca per la quarta stagione di fila, che dopo avere attraversato un periodo negativo piuttosto lungo (nove turni senza vittorie) sembra avere ritrovato il passo giusto per aspirare a giocarsi un posto nei playoff.
Partiamo da gol o meglio un euro gol. Abilità o casualità?
«È nato tutto da un rilancio della nostra difesa e dopo un contrasto mi sono ritrovato il pallone tra i piedi. Ho visto Ceragioli un po’fuori dai pali e siccome ero piuttosto stanco e non c’erano compagni vicini ho deciso, nonostante la distanza, di provare il tiro. Mi sono coordinato e ho calciato verso la porta. Devo dire che mi è andata anche bene perché in casi come questi ci vuole un pizzico di fortuna».
Anche perché uno come lei è abituato a fare gol in altra maniera.
«I miei gol arrivano quasi tutti a seguito di conclusioni in area di rigore. Un gol simile lo avevo realizzato quando giocavo nello Stiava».
Gol del genere reclamano una dedica. La sua a chi è indirizzata?
«Ci tenevamo a fare bene contro il Pietrasanta. E la vittoria è tutta per il nostro presidente Crovara».
Un successo che vi rilancia in chiave play off che un mese fa sembravano una chimera. Perché quel lungo passaggio a vuoto?
«Ci sono stati problemi all’interno dello spogliatoio. Forse la rosa era troppo ampia e alcuni ragazzi non avevano capito che il posto in squadra andava guadagnato. Ci siamo guardati in faccia e chi non ha condiviso la cosa ha preferito andare via».
Da capitano come ha vissuto la situazione?
«Mi ha fatto un po’ male perché credevo e credo che questa squadra possa fare bene e per questo avevo deciso di rimanere nonostante tante offerte di altre società».
Tre vittorie in altrettante gare nel girone di ritorno sono servite ad alimentare le speranze di agguantare i play off?
«Siamo una buona squadra e se riusciamo a mantenere una buona forma fisica oltre che mentale ce la possiamo fare. Il gruppo è compatto e anche i ragazzi della juniores promossi in prima squadra si stanno rivelando preziosi perché hanno voglia di fare bene».
Chi vincerà il campionato?
«Il Pietrasanta ha qualcosa in più rispetto a Porcari, Torrelaghese e Forte dei Marmi. Credo che comunque sarà una bella lotta fino in fondo».
Ormai la doppia cifra in fatto di gol è vicina. Si è posto un traguardo?
«Non è retorica ma l’importante è che continuiamo a vincere poi chi segna conta il giusto».
Ha giocato in tutte la categorie dilettanti dalla Seconda Categoria all’Eccellenza. Rimpianti per non essere arrivato almeno in serie D?
«Sono felice per quello che ho fatto e anche perché in tutti questi anni di calcio ho avuto modo di conoscere tante persone».
È ancora giovane ma quando smetterà le piacerebbe rimanere nel calcio?
«Il calcio è la mia passione e dunque spero proprio di poter fare qualcosa una volta che non riuscirò più a buttarla dentro. Ho già avuto esperienze come allenatore di bambini ai tempi del Marlia ed ho fatto anche un po’ di scouting. Il Corsanico come settore giovanile ha solo la juniores ma mi auguro in un futuro non troppo lontano di poter tornare ad allenare i ragazzini».
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