Gioco
Bonuccelli, il "De Rossi" che fa volare la Torrelaghese: «Lavoro, mi diverto e sogno qualcosa di importante...»
Partita dopo partita il 25enne di Capezzano ha preso in mano le redini della squadra: «La posizione che occupo adesso è quella che esalta meglio le mie caratteristiche tecniche e fisiche»
VIAREGGIO. Il calcio è sempre stata la grande passione. Fino da bambino. E se nei paraggi non c’era un pallone poco importava, perché a Edoardo Bonuccelli per giocare partite immaginarie, magari a fianco del suo idolo De Rossi, bastava qualsiasi cosa potesse essere presa a calci come bottiglie, barattoli o sassi. Così che papà Aldo, un passato nelle categorie dilettanti con il Capezzano, preoccupato che il suo ragazzo potesse farsi male ma anche per evitare di arricchire i negozi di scarpe decide di portarlo all’Atletico Capezzano quando ha appena cinque anni. Di seguito veste le maglie di Pontemazzori, Lido di Camaiore e Capezzano. Poi il passaggio al Camaiore dove disputa il campionato Juniores prima di venire aggregato alla prima squadra con la quale disputa due campionati di Eccellenza ed uno di Promozione - vinto ai play off - disputando un buon numero di partite. Poi arriva il momento che bisogna andare a lavorare. Ma siccome la passione è sempre tanta decide di trovare una squadra dove ci si può allenare la sera. Va prima al Capezzano in Prima categoria dove rimane una mezza stagione e poi alla Torrelaghese - che partecipa al girone A del campionato di Prima categoria - diventando uno dei punti di forza della formazione allenata da Alfredo Casani che lo piazza come frangiflutti davanti alla difesa, il ruolo che Edo, come lo chiamano i compagni di squadra, sente più suo. Partita dopo partita il 25enne ragazzo di Capezzano prende in mano le redini della squadra che vola grazie anche alla sapiente regia del suo De Rossi.
La posizione di centrale davanti alla difesa è davvero quella che le piace di più?
«Fino a non molto tempo fa giocavo sempre a centrocampo ma da “braccetto”. La posizione che occupo adesso è quella che esalta meglio le mie caratteristiche tecniche e fisiche».
Quali sono i pregi che le consentono di interpretare il ruolo?
«Ho un buon senso della posizione ed un discreto piede che mi permette di impostare le azioni. Poi avendo una buona statura riesco a farmi valere anche sui palloni alti».
E i suoi principali difetti?
«Calcio prevalentemente con un solo piede, il sinistro ma soprattutto non faccio gol nemmeno con le mani. Ho una media di uno o 2 gol a stagione».
Ha mai sognato da ragazzino di poter arrivare tra i professionisti?
«No. Perché mi rendevo conto che le qualità per arrivare a certi livelli erano altre rispetto alle mie. Quindi ho sempre pensato solo a divertirmi cercando naturalmente di impegnarmi al massimo».
Qualche soddisfazione se la è comunque tolta ai tempi del Camaiore. Cosa ricorda di quelle stagioni?
«Nel primo campionato con Della Bona allenatore abbiamo vinto i play off regionali poi abbiamo perso la finale contro una squadra della Sardegna. L’anno seguente siamo retrocessi ma abbiamo riguadagnato subito la categoria con Mirko Pieri in panchina. Ricordo ancora con piacere che nella finale play off contro il Cecina segnai il primo gol».
Il lavoro l’ha poi costretta a scendere di categoria.
«Non volevo smettere perché ho tanta passione per il calcio. E dunque ho cercato di trovare realtà dove ci si allenasse in orari che potevo conciliare con il lavoro. Ci alleniamo alle 18 e la maggior parte delle volte riesco ad essere presente».
Si aspettava che la Torrelaghese potesse disputare un campionato di così alto profilo?
«Ero convinto che la squadra potesse fare un buon campionato. Magari non pensavo che potessimo rimanere in vetta alla classifica per un girone ma ero fiducioso che potessimo recitare un ruolo importante».
Cosa le dava questa convinzione?
«Il fatto che in questa squadra ci sono tanti giocatori in possesso di buone qualità. Che magari sono poco “reclamizzati” perché non giocano in una delle cosiddette grandi ma che in categoria possono fare la differenza».
Crede che la Torrelaghese possa lottare fino in fondo per centrare il bersaglio grosso?
«Finora abbiamo giocato alla pari con tutti gli avversari. Se la fortuna ci assiste credo che possiamo lottare fino in fondo con le altre pretendenti al successo».
Qual è la sua favorita per il passaggio di categoria?
«Il Pietrasanta. Ma attenzione anche al Porcari. Sono le squadre più attrezzate sotto tutti i punti di vista».
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