Il Tirreno

Versilia

La favola del bomber Di Paola, duecento gol in serie D e non sentirli: «Così è nato questo super record»

Gabriele Buffoni
Francesco Di Paola
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Francesco Di Paola

"Ciccio" 37 compiuti lo scorso ottobre racconta la sua giornata perfetta: «Le magliette celebrative del club? Sono state una gran bella sorpresa»

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FORTE DEI MARMI. La palla scende nel punto giusto, i difensori avversari sembrano quasi non vederla. Il tempo di un movimento fulmineo a serpentina in mezzo all’area di rigore, una stoccata di testa: il suono del pallone risuona nello stadio che trattiene il fiato come la fucilata di un cecchino mentre la palla scivola in rete, freddando il portiere. Frammenti di un istante, incorniciati da quell’unico bacio lanciato in direzione della tribuna prima di alzare le braccia al cielo mentre sugli spalti sono tutti in piedi, come la platea di un teatro a fine spettacolo. «Ciccio! Ciccio! » lo invocano gli irriducibili ultras del Real Forte dei Marmi-Querceta.

E il "Ciccio" in questione - all’anagrafe Francesco Di Paola, 37 compiuti lo scorso ottobre - non nega sorrisi, saluti, persino un mezzo inchino nel mercoledì pomeriggio che all’improvviso è diventata la sua giornata. La sfida tra Real Forte e Borgo San Donnino diventa così solo il panorama sullo sfondo, anche la prima vittoria casalinga dei versiliesi appare quasi un contorno rispetto al traguardo tagliato dal bomber nerazzurro: 200 reti nel solo campionato di serie D che lo confermano - al culmine di una carriera che l’ha visto militare anche in Eccellenza e tra i professionisti, in serie C - come il quinto miglior realizzatore di sempre nella massima categoria dei dilettanti.

Di Paola, finalmente è arrivato il gol numero 200. Lo si attendeva dallo scorso 14 novembre: avevate preparato già allora le magliette celebrative?

«Non ne sapevo niente, è stata una gran bella sorpresa anche per me: non avevo pensato a niente di speciale, anche un po’per scaramanzia. È stata la società a predisporre il tutto, quando dopo il fischio finale ho visto arrivare le magliette mi ha fatto davvero tanto piacere. Mi è dispiaciuto solo aver fatto attendere i miei compagni e i nostri tifosi così a lungo: purtroppo tra qualche partita a vuoto e un infortunio al polpaccio che mi ha bloccato a dicembre ci siamo tutti dovuti armare di pazienza».

Quanto è stato liberatorio riuscire a tagliare questo traguardo, per giunta in una partita così importante?

«Avrei preferito farlo molto prima. Però sicuramente aver segnato questa rete in particolare in una partita così determinante per il nostro cammino in campionato, e che per giunta ha significato per noi anche la prima vittoria in casa, ha un valore aggiunto. Forse è stato destino, non saprei. Di sicuro la gioia adesso è tripla per questo motivo e sarà un ricordo ancor più bello quando ci ripenserò: se fossi arrivato a quota 200 in una partita finita male o dove il mio gol fosse stato ininfluente un po’mi sarebbe dispiaciuto».

Il pubblico le ha dedicato una standing ovation subito dopo la rete: il suo rapporto con il tifo l’ha ormai consacrata a bandiera della squadra?

«Qui a Forte dei Marmi in queste tre stagioni mi hanno accolto tutti con grandissimo affetto, dalla società ai nostri tifosi. Sentirli chiamare il mio nome con tanta gioia è stata davvero una grande emozione. Per un giocatore che va verso i 38 anni la cosa più difficile è trovare gli stimoli e il piacere di sacrificarsi per la maglia: se continuo a farlo senza avvertirne il peso in parte è per la mia volontà di continuare a giocare, ma è anche merito dell’ambiente che ho trovato qui a Forte dei Marmi. E del mister che non ha mai smesso di spronarmi». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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