Toscana
L’Arma di Torre verso i Giochi di Parigi «È un sogno, il 2022 un anno decisivo»
Il campione azzurro del canottaggio è entrato nel gruppo sportivo dei carabinieri: «Ora punto a migliorarmi»
il personaggio
Gabriele Noli
Il 2021 «è stato un bell’anno». Niels Torre, campione azzurro del canottaggio, è abituato a non lasciarsi sopraffare dagli eccessi, tantomeno verbali: eppure un titolo europeo assoluto, un secondo posto ai Mondiali under 23, due successi in Coppa del Mondo, giusto per rimanere in ambito internazionale, renderebbero legittimi certi slanci. E poi l’ingresso nel Centro sportivo carabinieri, «una grande opportunità per me e un motivo di orgoglio per tutta la famiglia». Nella foto scattata il 28 ottobre all’esterno della scuola carabinieri di Torino una volta giurato fedeltà alla Repubblica Italiana lo si vede indossare con fierezza la divisa, di fianco al comandante Massimo Cuneo e al brigadiere Marco Vendrame: il 22enne è infatti rientrato tra i vincitori del concorso per il reclutamento di undici allievi carabinieri in ferma quadriennale, l’unico al di fuori degli sport invernali.
Cresciuto nella Società Canottieri Viareggio sotto la guida di Lelio Lunardini, che non ha mai mancato di ringraziare dopo ogni suo successo, Torre rappresenterà l’Arma dei carabinieri nei numerosi appuntamenti – nazionali e internazionali – in programma nel 2022. In questi giorni si trova a Sabaudia ( provincia di Latina) per il primo raduno annuale azzurro (durerà fino al 23 gennaio), che vede coinvolto anche il Gruppo Olimpico, per un totale di 61 atleti.
«Fisicamente mi sento bene. Ho continuato ad allenarmi per mantenermi in forma a parte un breve periodo nel quale ho staccato la spina, ne ho approfittato per liberarmi dalle fatiche della stagione passata e ricaricarmi in vista della nuova. Sono pronto per affrontarla al meglio», sottolinea Torre, impegnato nella preparazione al primo meeting nazionale, già valido come prova di selezione azzurra prevista a Piediluco il 2-3 aprile, mentre il fine settimana successivo si svolgerà il memorial internazionale Paolo D’Aloja. Sarà un anno di inevitabili cambiamenti per il 22enne viareggino, chiamato a provare ad imporsi anche nel doppio, unica specialità tra quelle dei Pesi Leggeri ancora inserita nel programma olimpico: i Giochi di Parigi 2024 rappresentano infatti il sogno (neppure troppo proibito) di Torre. «Ma la priorità è progredire quanto più possibile. Penso giorno per giorno e cerco di rimanere tranquillo, senza crearmi assilli o pressioni. L’obiettivo è salire sul podio nel maggior numero di gare. Vengo da un’annata molto positiva, le premesse per ripeterla non mancano. Di certo, comunque, non mi monto la testa». Non è nella sua indole, quasi superfluo ricordarlo. In uno dei precedenti raduni Torre ha avuto modo di parlare con Stefano Oppo e Pietro Ruta, il doppio azzurro che ai Giochi Olimpici di Tokyo ha conquistato il bronzo proprio nei Pesi Leggeri. «È stata un’occasione per confrontarmi con due atleti professionisti», da cui il viareggino cerca di attingere in acqua e fuori, dimostrando un’attitudine da campione, a dispetto dell’età ancora giovanissima.
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