Il Tirreno

Versilia

Coro di sì da dirigenti e coach «Continueremo gli allenamenti»

Nicoletta Dati
Coro di sì da dirigenti e coach «Continueremo gli allenamenti»

Problemi per gli atleti positivi: per rientrare può servire più di un mese Non potranno essere fatte amichevoli: stop a ogni promiscuità 

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le reazioni

Il volley si ferma e le società del territorio si dicono concordi con la decisione presa dai vertici. Raggiunti telefonicamente, i presidenti e gli allenatori delle società che prendono parte ai campionati di serie C nel nostro territorio spiegano il perché concordano con la sospensione delle gare, mantenendo la possibilità di allenarsi: «Considerata l’attuale situazione penso che sospendere tutti i campionati di serie e categoria territoriali e regionali sia una decisione giusta – hanno detto praticamente all’unisono Franco Spina, Vladimir Tchernichov e Chiara Spina, rispettivamente presidente, allenatore Serie C, allenatore giovanile della Jenco Volley School –: noi continueremo regolarmente l’attività di allenamento per tutte le squadre, ovviamente per la sicurezza delle ragazze lo faremo adottando tutte le dovute precauzioni e rispettando i regolamenti ed i protocolli come abbiamo fatto fino ad oggi».

Stessa lunghezza d’onda per l’Unione Pallavolo Camaiorese: «Siamo favorevoli a questo metodo che serve per evitare momenti di promiscuità tra atleti di società diverse – ha detto il presidente Marco Daddio –. Continueremo le attività di allenamento per tutti i gruppi, nel pieno rispetto delle norme federali di sicurezza. Lo abbiamo fatto in zona rossa lo scorso anno e continueremo l'attività che ha oltremodo un valore sociale e che permette ai nostri ragazzi di socializzare in un ambiente sano. Abbiamo dei gruppi consapevoli composti da dirigenti e atleti coscienti del momento che stiamo vivendo». «Ci alleneremo cercando di utilizzare la pausa per migliorare l’amalgama di squadra» ha aggiunto il tecnico della prima squadra nonché direttore tecnico Cristiano Cravedi.

Anche Vanessa Greco, presidente Vp volley, si è espressa favorevolmente: «A mio avviso è stata fatta la scelta giusta, in questo momento la fase pandemica richiede più cautela e con l'ultimo decreto sui green pass rafforzati è corretto dare tempo alle società di organizzarsi ed eventualmente vaccinare atlete che magari non lo erano ancora (e che accendevano all'attività con green pass da tampone negativo). Per quanto ci riguarda – ha detto ancora Greco – riprenderemo il 10 praticamente con tutti i gruppi in modo da distanziare temporalmente il periodo delle feste. Giusto per una cautela in più. Abbiamo comunque già informato le famiglie che l'attività sarà effettuata secondo misure precauzionali molto attente e privilegiando lavoro individuale con distanziamento». L’argomento vaccini è stato ripreso anche dal tecnico del Vp Volley Emanuele Roni che pone l’accento però anche sulla difficoltà di rientrare a giocare per chi ha contratto la malattia: «Io forse avrei prolungato la sospensione fino a febbraio per dare la possibilità alle atlete ancora non vaccinate, che volessero farlo di vaccinarsi. Questo stop dà alle società la possibilità di rallentare un attimo l’attività e tararsi in base all’andamento dei casi nelle rispettive zone. Il vero problema – evidenzia Roni – è il “return to play”: un atleta che contrae il virus, quando si negativizza deve aspettare un mese se non di più per rientrare poiché deve fare uno screening e la visita agonistica. Quindi anche se il 22 riprenderemo a giocare è plausibile che diverse squadre possano avere importanti deficit di organico anche fino a fine febbraio. Quello che mi auguro è che a livello di Coni, si valuti con i medici sportivi se anche con questa variante sia sempre necessario un mese di tempo prima di rientrare o se i tempi possano essere accorciati, ma soprattutto mi auspico che vengano trovate convenzioni per attivare i percorsi professionisti che sono quella serie di visite ed analisi particolarmente costose, che con un prezzo convenzionato e calmierato risulterebbero più accessibile per tutte le atlete».

Una società che sa cosa significa trovarsi in carenza di organico a seguito della pandemia peraltro in un momento caldo della stagione è l’Oasi ora capolista del proprio girone, che nella passata stagione ha dovuto rivedere gli obiettivi iniziali: «È importante poter continuare gli allenamenti, lo sport in generale è stato penalizzato tanto. Noi continueremo le attività con gli stessi protocolli e soprattutto utilizzo di Ffp2 e sempre senza utilizzo degli spogliatoi – ha detto Sabrina D’Alessandro, presidentessa Oasi – Spero che due turni di sospensione possano servire a non fermare tutto il sistema. Non posso dire altro perché capisco quanto possa essere difficile prendere decisioni. Al momento mi sembra la scelta giusta». «A noi cambia poco – ha detto il tecnico Oasi, Alessandro Francesconi – perché già dovevamo giocare il 15, avendo al rientro dalle festività il turno di riposo, quindi prolunghiamo la sosta di sette giorni e ne approfittiamo per allungare il richiamo fisico. In questo periodo è importante mantenere le ragazze integre e attive. L’unica cosa pericolosa è il ritmo partita, perché amichevoli e allenamenti congiunti non devono essere fatti. Diciamo però che siamo tutti nelle stesse condizioni, un po’ come una prima di campionato. Meno male che siamo in una situazione di vantaggio e speriamo di sfruttarla come si deve».



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