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Benedetti quei piedi per un gol al Cuadrado: «Un regalo al Capezzano per il mio compleanno»

Massimo Guidi
Benedetti quei piedi per un gol al Cuadrado: «Un regalo al Capezzano per il mio compleanno»

La rete del trequartista direttamente dal calcio d’angolo: «Ci provo spesso da calcio piazzato, avevo già preso la traversa due volte»

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VIAREGGIO. Una regalo particolare, scartato con un giorno di anticipo, per il suo ventottesimo compleanno. È quello che si è fatto Nicola Benedetti trequartista del Capezzano che ha dato il là al successo della sua squadra segnando il primo gol al Viaccia direttamente da calcio d’angolo. Attenzione non un gol casuale perché Nicola ha il piede educato per provare questo tipo di soluzione e perché nel corso della partita aveva già tentato di far secco il portiere dalla bandierina ma la traversa gli aveva negato la gioia. E poi perché non è la prima volta che gli riesce. La storia calcistica di Nicola nasce proprio con il Capezzano, la squadra del suo paese, dove a quattro anni lo porta il padre Paolo, ex calciatore dilettante con le maglie dello stesso Capezzano e del Lido di Camaiore, società quest’ultima nella quale ricopre il ruolo di direttore sportivo. Il ragazzo ci sa fare e viene preso dall’Empoli dove rimane per due stagioni prima di essere trasferito alla Cuoiopelli dove gioca per tre anni. Completa il percorso delle giovanili nel Prato che, come si diceva nel secolo scorso, lo manda a farsi le ossa nel campionato di serie D con il Lanciotto con il quale disputa una buona stagione vincendo anche il premio come miglior centrocampista della serie D. Poi nell’estate del 2013 il ritorno al Prato con il quale gioca prima in Coppa Italia e poi in Prima Divisione (una decina di presenze) segnando anche un gol. Sembra l’inizio di un interessante percorso che invece si ferma presto. E allora l’anno seguente riparte dall’Eccellenza con il neonato Viareggio 2014 con il quale vince il campionato e si toglie anche la soddisfazione di segnare il primo storico gol di quella società contro il Piombino. Di seguito Camaiore, Urbino, San Marco Avenza fino al ritorno alla casa madre di Capezzano.

Nicola, la verità: è un gol cercato o casuale?

«L’ho cercato senza dubbio. Avevo già tentato il colpo per due volte ma per due volte la traversa mi ha detto di no. Ho riprovato una terza volta perché ero convinto che ce la potevo fare».

È la prima volta che riesce a segnare dalla bandierina?

«No. Ci ero già riuscito quattro anni fa con l’Urbino durante una partita che vincemmo con la Larcianese».

Insomma si è fatto un bel regalo di compleanno.

«Anche se anticipato di ventiquattro ore pur sempre gradito». Per certi gol è d’obbligo la dedica. «Non ho un destinatario particolare. Diciamo che è stato un gol che ci ha permesso di sbloccare il risultato e quindi lo dedico a tutto il Capezzano».

Da bambino si è ispirato a qualche campione?

«Faccio il tifo per la Fiorentina ma il mio idolo è sempre stato Del Piero».

Non ancora ventenne ha esordito tra i professionisti con il Prato. Ricorda contro quale squadra?

«Contro l’Aquila anche se avevo già giocato in Coppa Italia. In quella stagione segnai anche un gol contro la Nocerina».

Quella di Prato è stata la sua grande occasione. Perché non l’ha sfruttata?

«Sicuramente ho perso una grande occasione. Sul perché non l’ho sfruttata sarebbe troppo lungo da spiegare. Posso solo dire che un po’ci sono rimasto male».

Dai professionisti all’Eccellenza con il Viareggio 2014. Perché ha deciso di continuare dopo la delusione di Prato?

«Perché mi piace giocare a calcio».

Con il Viareggio vince il campionato segnando anche un gol storico per quella nuova società.

«Segnai il primo gol in campionato contro il Piombino. Piccoli record che comunque fanno piacere».

Dopo altre stagioni in giro per la Toscana il ritorno a Capezzano.

«Ho parlato con i dirigenti e alcuni attuali compagni con i quali avevo giocato nella San Marco ed ho deciso di tornare da dove ero partito».

Dove può arrivare il Capezzano?

«Siamo una buona squadra che sta cercando di migliorare ogni partita in un campionato equilibrato. Dunque è ancora presto per fare pronostici su una nostra collocazione».

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