Toscana
C'era una volta il Giro d'Italia in Versilia, ecco come il nostro rosa è appassito negli anni
La più famosa gara nazionale ignora la Versilia e tutta la Toscana. Fontanini: «Per rivederla qui serve unità d’intenti, più che soldi»
VIAREGGIO. Il Giro d’Italia e la Versilia. Ventiquattro capitoli che fanno parte del romanzo della corsa in rosa. E che si è interrotto, per quanto riguarda un arrivo di tappa, al 21 maggio del 2007 mentre l’ultima presenza in assoluto della carovana risale al maggio del 2012 quando Seravezza ospitò la partenza della tappa che si chiudeva a Sestri Levante. Quest’anno non solo la Versilia, ma tutta la Toscana è stata esclusa dal percorso del prossimo Giro d’Italia. Quando potremo rivedere la massima corsa a tappe italiana dalle nostre parti? Giovanni Fontanini ha una sua idea sul motivo della mancata presenza del Giro sulle nostre strade.Parla Fontanini«In Emilia e anche in Piemonte» spiega Fontanini, per quattro anni presidente dell’associazione degli organizzatori delle corse ciclistiche professionistiche oltre che per molti anni deus ex machina del Gp di Camaiore, «sono i rappresentanti dei governi regionali che vanno a proporre la candidatura a Rcs e si avvalgono anche di persone come Cassani che è alla guida dell’ente di promozione turistica regionale. Ma al di là di questo può darsi che in Toscana non ci sia stata una grande manifestazione d’interesse per l’evento che non può essere gestito in maniera individuale da un singolo comune».
Fontanini, amico personale di Mauro Vegni, direttore del Giro d’Italia oltre che delle altre corse di Rcs, spera che in un futuro non troppo lontano i comuni della Versilia possano avanzare compatti una loro candidatura. «Ci vuole tanta buona volontà e meno individualismo. È vero che ci vogliono anche i soldi, si va nell’ordine dei 250 mila euro per un arrivo e successiva partenza di tappa, e proprio per questo dividendo la spesa si potrebbe arrivare all’obiettivo. Senza dimenticare mai il ritorno di immagine oltre a quello economico in entrata di un evento che per ogni singola tappa muove almeno 2500 persone. E poi l’organizzazione del Giro copre le spese per il suolo pubblico occupato e l’imposta per la pubblicità».
I tempi eroici delle due ruoteIl legame tra la nostra zona ed il Giro risale addirittura ad una delle prime edizioni (1909) quando i girini attraversano la Versilia in occasione della Firenze-Genova. Poi la prima volta di un arrivo di tappa nel 1935 per la cronometro individuale Lucca-Viareggio (una delle prime della corsa) vinta dallo specialista Maurice Archambaud davanti a Giuseppe Olmo e Learco Guerra, la "locomotiva umana", appuntamento replicato nel 1937 con la Genova-Viareggio (in linea) vinta allo sprint dal livornese Olimpio Bizzi, re dei velocisti in quelle stagioni. Nel dopoguerra, tra il 1948 ed il 1955 Viareggio è ancora due volte sede di tappa, poi nel 1957 arriva la prima volta per Forte dei Marmi che accoglie la cronometro partita da Montecatini. Vince il favoritissimo Ercole Baldini. L’anno seguente la carovana dei girini rimane in Versilia per tre giorni: il 24 maggio con la Chiavari-Forte dei Marmi vinta in volata dal fiorentino Guido Boni davanti a Guido Carlesi di Collesalvetti; dopo il giorno di riposo si disputa la crono Viareggio-Forte-Viareggio vinta ancora da Baldini. Nel 1966 la Genova-Viareggio vinta da Giovannino Knapp si conclude addirittura sulla pista dello stadio dei Pini.
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