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Diego, dal campo alla panchina

Nicoletta Dati
Diego, dal campo alla panchina

Bernieri sceglie di allenare la Jenco Volley School «Ma fra cinque anni vorrei avere una prima squadra»

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CAMAIORE. Il camaiorese Diego Bernieri dopo una vita spesa sui campi da pallavolo a murare gli avversari appende le ginocchiere al chiodo per passare dall’altra parte della barricata e cartellina alla mano proseguire con la carriera di allenatore. Classe ’86, partito dalla Pallavolo Camaiore, negli ultimi dieci anni ha calcato i campi della serie B soprattutto massese e proprio con Massa ha vestito anche la maglia della serie A. Da neotecnico della Jenco Volley School come vice di Vladimir Tchernichov in serie C, ha motivato così la sua scelta: «Ho notato che c’era carenza di squadre e un abbassamento di livello. Ho avuto diverse richieste per continuare a giocare, ma dovevo decidere se fare il giocatore vecchio o l’allenatore giovane e ho optato per la seconda».

Benieri che per la Jenco seguirà anche under 18, under 16 gialla e seconda divisione non è però alla sua prima esperienza: «Ho il cartellino dal 2009, ma giocando, di fatto alleno a pieno regime solamente da quattro anni, prima ho seguito solo il minivolley a Camaiore. Ho iniziato con la Pallavolo Lucchese vincendo il primo anno il campionato di seconda divisione». Bernieri che sabato scorso era all’esordio sulla panchina di una serie C, non ha sentito l’emozione: «Avendo giocato per tanti anni, non ho sentito una vera emozione, forse un po’ di ansia nel pre-partita, ma è passata con la prima azione». E sulla differenza tra giocare e allenare: «È differente la visione della pallavolo. Quando fai il giocatore sei più cinico ed egoista, da allenatore invece devi far quadrare il gioco e cercare di far rispettare ad ognuno i propri compiti». Sulla differenza tra giovanile e categoria si è così espresso: «Nel giovanile il risultato passa in secondo piano, l’obiettivo primario è sempre la crescita delle atlete. Nella prima squadra invece il risultato è l’obiettivo primario». A spingere il tecnico della Jenco ad allenare sono stati anche due mentori: «Masini mi ha insegnato moltissimo, così come Puccini per la sua grinta e voglia di stare in palestra. È difficile adesso rivedermi in uno di loro perché sono allenatori esperti che hanno già avuto risultati, ma sono molto competenti e riescono a trasmettere ai giocatori quello che vogliono. Spero di riuscire anche io a trasmettere la mia pallavolo».

Le idee del trentacinquenne camaiorese sono chiare e alla domanda su dove si vede tra cinque anni, ha così risposto: «Mi piacerebbe allenare una prima squadra. Il giovanile è bello e se ti trovi come alla Jenco, in una società dove le bimbe sono nate e cresciute in un determinato ambiente e sanno quello di cui si parla, dà anche molte soddisfazioni. A me però piace più preparare la gara, studiare l’avversario e capire come impedirgli di metterci in difficoltà studiandone allo stesso tempo i punti deboli per fare risultato. Per questo punto alla panchina di una prima squadra».

Nicoletta Dati

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