La protesta
Il grande rammarico di Orlandi per le occasioni sbagliate
forte. Nel lungo corridoio su cui si aprono gli spogliatoi del Forte dei Marmi al palasport comunale di Sandrigo il clima non è proprio dei più leggeri. I volti torvi e dispiaciuti si susseguono. L'amarezza per un punto sicuramente più subito che conquistato ma soprattutto per un doppio vantaggio costruito con pazienza e vanificato dagli avversari in soli 22 secondi di gioco è un boccone che si fatica a buttar giù. Sia tra i giocatori rossoblù che per lo stesso Alberto Orlandi. «È la dura legge dell'hockey e dello sport – ammette l'allenatore del Forte – abbiamo gestito bene il risultato per larghi tratti della partita. L'unico grande rammarico è non aver approfittato di alcune occasioni davanti al portiere avversario che avrebbero potuto portarci sul triplo vantaggio e che avrebbero forse chiuso la partita. Forse ci è mancata la freddezza necessaria. Con il senno di poi però non si può ragionare nello sport». Di sicuro però le aspettative per la squadra versiliese erano ben altre e mister Orlandi non può dichiararsi felice della totalità della prestazione. «Non lo definirei comunque un pareggio beffa – commenta il tecnico rossoblù – lo dico fin dalla gara d'esordio a Vercelli: non ci sono partite semplici, pensare che per i giocatori che abbiamo dobbiamo essere invincibili è sbagliato. E sono anche sicuro che altri lasceranno punti su questa pista. Bisogna applaudire il Sandrigo perché ci ha creduto fino alla fine e ha saputo approfittare di un tiro dalla distanza, di una deviazione decisiva, rimettendo in piedi la partita».
Il risultato di ieri però aumenta la pressione in vista della partita di mercoledì che vedrà il Forte ospitare a Vittoria Apuana il Valdagno. «Ora tireremo il fiato, ma ci rimetteremo presto a lavoro – chiarisce Orlandi – il tempo è poco, con il Valdagno vogliamo vincere ma sarà tutta un'altra partita rispetto a Sandrigo perché come noi hanno bisogno di vincere».
G.B.
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