Sicurezza
Beach tennis, da Torre del Lago all'oro mondiale: l'impresa di Elena Francesconi
La giovanissima torrelaghese conquista il titolo iridato con la nazionale azzurra Juniores a Rio de Janeiro
VIAREGGIO. La ragazza salita sulla cima del mondo aveva una racchetta in mano e la sabbia sotto i piedi. Sapeva come riuscirci, essendone già stata capace tre anni addietro. Non ne aveva neppure 12, la prima volta. 15 da un meno di un mese, la seconda. Di diverso ci sono solo l’età e la città in cui Elena Francesconi ha portato a compimento la scalata all’empireo del beach tennis: Mosca, nell’agosto 2018; Rio de Janeiro, la scorsa settimana.
La campionessa torrelaghese ha fatto parte della Nazionale vincitrice del titolo mondiale nella categoria Junior, trionfo che va ad aggiungersi alla sterminata collezione 2021 che lo sport azzurro potrà vantare a futura memoria. Francesconi - cresciuta nella Bad Players, società a due passi da casa - si è aggiudicata quattro delle cinque partite disputate, perdendone soltanto una, in finale.Pazienza, perché hanno provveduto i compagni di squadra - la maggior parte del Grossetano - a rendere ininfluente la sua sconfitta, prevalendo negli altri due match del confronto decisivo col Brasile, preludio alla festa azzurra.All’esordio, in coppia con Irene Mariotti, si era sbarazzata delle cilene Paloma Miranda e Josefa Valdivia con un periodico 61.
Nel secondo match, il cambio di partner non aveva influito sul risultato: assieme a Giulia Renzi, doppio 63 alle francesi Lola Barrau e Marie Bray, poi un 64 62 alle spagnole Ariadna Costa Graell e Daniela Perera Rodriguez.Primo posto nel girone e accesso diretto alla semifinale, vinta 63 60 a scapito delle russe Arina Kosenkova e Anastasia Semenova. Il ko in finale contro le brasiliane Vitoria Cristina Carneiro Marchezini e Isadoura Lourenco, rimediando appena due game, rischiava di rovinare un cammino fino a lì immacolato.Ma il senso dei tornei a squadre è proprio questo: anche chi perde alla fine può vincere.
Non è stata una sorpresa, in fondo. Non per lei, che nella sua carriera, seppur agli inizi, aveva già battuto avversarie di livello ed esperienza lungamente maggiori. Non a caso, scorrendo il suo palmarès si ritrova un terzo titolo mondiale (oltre ai due a squadre) nel doppio misto under 18 a Terracina in coppia con Filippo Boscolo. Assieme - e sempre nel 2021 - si sono presi anche il titolo di misto indoor, mentre metà del merito di quello femminile (outdoor) è di Matilde Massai, un anno più grande, altro talento della Bad Players.
«Il risultato di Elena mi inorgoglisce. In fondo me lo aspettavo, perché conosco bene il suo valore. Ci eravamo allenati prima della partenza per il Mondiale: ha qualità e voglia di affermarsi», spiega Alberto Tommasi, suo tecnico e responsabile della sede di Torre del Lago della Bts, scuola che ricalca il modello delle Academy statunitensi, concentrandosi però sulla formazione degli istruttori (gli altri sono Alessio Paolicchi, Manuel Giovino e Alessio Agrifogli) .«Il nostro vero successo è essere riusciti a far crescere in pochi anni due ragazze portandole ai vertici internazionali in ambito giovanile - prosegue Tommasi riferendosi a Francesconi e Massai -. A breve disputeremo il campionato nazionale a squadre e saranno loro a formare il doppio femminile».
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