Gioco
Finisce con il Portogallo il sogno dell’Italia “viareggina”
Gli azzurri non riescono a incidere come nelle prime due partite del girone Gori e Marinai colpiscono due pali. Oggi finale per il terzo posto con la Spagna
viareggio. Il Portogallo che nel dicembre 2019 aveva negato il Mondiale di beach soccer agli azzurri è la stessa che ieri ha impedito loro di accedere alla finale dell’Europeo, battendoli 6-3. Più determinanti i meriti dei vincitori o i demeriti degli sconfitti? La risposta sta nel mezzo. Perché se da una parte la forza dei lusitani, che godevano del vantaggio di disputare la competizione continentale sulla spiaggia di casa (a Figueira da Foz), è ben nota, dall’altra è pur vero che l’Italia non è riuscita ad esprimersi sui livelli delle prime due gare del girone 2, aggiudicandosele entrambe con pieno merito, contro Svizzera e Ucraina.
Occorreva fare altrettanto ieri, nello scontro diretto tra le due capolista del raggruppamento. Chiuso senza gol dei viareggini. E quando Gori rimane a secco, spesso sono dolori. Non è bastata la doppietta di Zurlo, successiva al sigillo di Giordani, per arginare l’onda d’urto portoghese, con Leo Martins e Jordan a fare la differenza, come loro solito.
È stato proprio quest’ultimo a sbloccare il risultato su tiro libero dopo appena una manciata di secondi dal fischio d’inizio. Poteva apparire l’inizio di una potenziale disfatta per l’Italia, che ha invece saputo reagire, trovando il pari all’8’ con Giordani (pregevole sforbiciata da posizione defilata), così da chiudere la prima frazione sull’1-1. Nella seconda però i lusitani si sono portati di nuovo avanti, con Leo Martins, abile a finalizzare un’azione personale di Jordan. Pochi secondi prima Gori aveva colpito un palo su rigore, emulato da Marinai nel finale di tempo: di certo l'Italia non è stata assistita dalla fortuna. È nei dodici minuti conclusivi che il Portogallo ha preso definitivamente il largo: al 2’ ci ha pensato ancora Leo Martins ad andare a segno, a conclusione di uno schema sviluppato da Lourenço e Bernardo. Al 6’ ecco il poker, grazie a una deviazione fortunosa ma efficace di Pintado dopo la respinta di Casapieri su tiro libero. Il punto esclamativo sul risultato i padroni di casa lo hanno apposto al 10’ con Jordan, in seguito ad una combinazione con Bernardo. A quel punto non potevano davvero esserci più speranze per gli azzurri, a cui a nulla è servita la doppietta di Zurlo, inframezzata dal centro di Bruno Torres.
All’Italia non rimane dunque che provare a prendersi il bronzo nella finale per il terzo e quarto posto contro la Spagna, che ieri si è imposta sulla Russia, piazzandosi seconda nel proprio raggruppamento. Un eventuale successo non basterà comunque a cancellare la delusione per una sconfitta che ha compromesso ogni possibilità di rimettere le mani sul titolo continentale a tre anni di distanza dall’ultima volta.
Il commissario tecnico Emiliano Del Duca ha comunque dato il via ad un nuovo ciclo, affidandosi per questa competizione ad un gruppo in buona parte rinnovato (tra i debuttanti i due viareggini Leandro Casapieri e Tommaso Fazzini) con enormi margini di progresso. Ci vorrà comunque tempo, ma quanto (di)mostrato in questi Europei rappresenta comunque una base più che buona. E dunque promettente.
G.N.
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