Gioco
Eurolega, Aracu chiude «Nessun accordo concluso con i grandi club»
Il presidente federale ribadisce che le decisioni sul massimo torneo continentale spettano agli organi istituzionali «Frasi senza capo né coda»
forte. Nessun passo indietro ma soprattutto «nessun accordo da riconoscere con Ehca». Ventiquattr'ore dopo l'ultimatum inviato dai membri di Ehca – la European Hockey Club Association, ovvero la "superlega" dell'hockey su pista che comprende alcuni dei maggiori club europei come Barcellona, Liceo, Sporting, Porto e Benfica e di cui fa parte (unica italiana) anche il Forte dei Marmi – con cui si minacciava la rinuncia all'Eurolega delle squadre coinvolte nell'associazione se la formula non verrà cambiata da World Skate Europe (il comitato europeo), la risposta del presidente di Fisr e World Skate Sabatino Aracu non si è fatta attendere. E non avrebbe potuto essere più perentoria: «L'unica autorità competente in materia decisionale su quella che sarà la prossima Eurolega è World Skate Europe, non Ehca – dichiara il numero uno delle federazioni italiana e mondiale –. Ho letto le dichiarazioni dei club che fanno parte di Ehca ma, in tutta franchezza, non hanno capo né coda: torno a ripetere come già feci in tempi non sospetti, quest'associazione privata tra società sportive non ha alcun valore istituzionale può avanzare proposte, come è stato fatto anche nel corso della riunione del 6 agosto che ho visto citata anche nella lettera che il presidente del Forte dei Marmi Piero Tosi mi ha indirizzato. Proposte che vengono giustamente raccolte e eventualmente anche prese in considerazione dalle istituzioni le quali però hanno poi il compito di prendere le decisioni finali a cui tutti devono attenersi. Spetta a World Skate Europe decidere, e a nessun altro».
La questione è delle più complesse, soprattutto perché l'ultimatum di Ehca è arrivato a pochi giorni dal sorteggio per i gironi di Eurolega (fissato per domani mattina alle 11, ora italiana). Evento che i massimi club dell'hockey su pista europeo hanno minacciato di disertare. L'intera vicenda riguarda la formula della “Champions” hockeistica: il comitato continentale ha optato per accogliere in Eurolega venti squadre divise inizialmente in quattro gironi con partite a turno unico e la prospettiva, con la promozione delle prime due classificate, di creare altri due gironi da quattro squadre prima della Final Four per assegnare il titolo. I club dell'Ehca – che inizialmente avevano già rinunciato a iscriversi salvo poi tornare sui propri passi in seguito (così dichiarò l'associazione) a un accordo sulla formula del torneo – avevano invece lanciato la proposta di un'Eurolega a 16 squadre divise in due gruppi da otto con gare a doppio turno per la qualificazione finale.
«Non entro nel merito della formula scelta – dice Aracu – ma ribadisco il concetto fondamentale: esistono delle istituzioni e la decisione spetta a loro. Non è mai stato concluso alcun accordo con Ehca, si è parlato soltanto di proposte da valutare. Pensare che, visto che sono coinvolti alcuni dei maggiori club europei, spetti ad Ehca prendere certe scelte è sbagliato bisogna considerare anche le altre squadre che hanno diritto a partecipare all'Eurolega: è chiaro che economicamente si parla di mondi che vanno a due velocità differenti, per questo si deve trovare un compromesso che coinvolga tutti e non mettere ogni volta in discussione le istituzioni chiamate a decidere».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
