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Tommaso e il sogno realizzato «Giocherò con i miei miti»

Gabriele Noli
Tommaso e il sogno realizzato «Giocherò con i miei miti»

Fazzini, protagonista dello scudetto under 20, è stato convocato in Nazionale «Da bambino guardavo dalla tribuna giocare Carpita, Gori e Ramacciotti»

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Gabriele Noli

viareggio. Di vincere lo scudetto under 20 con il Viareggio se lo aspettava, di essere convocato in Nazionale, proprio no. Gli eventi dell’ultima settimana hanno fatto capire a Tommaso Fazzini – ammesso che ce ne fosse bisogno – che il beach soccer per lui può diventare qualcosa di serio, anzi di serissimo. Tanto da spingerlo già a puntualizzare: «Se mai un giorno mi venisse posto un ultimatum, piuttosto sacrificherei il calcio», che lo vede attualmente al Tau Altopascio, in Eccellenza. Assieme a Fabio Pugliese (capitano dei giovani bianconeri freschi di tricolore) prenderà parte al raduno degli azzurri a Tirrenia in programma da oggi fino al 23 agosto. Dove troverà altri tre viareggini (Andrea Carpita, Gabriele Gori e Dario Ramacciotti).

«Da bambino li guardavo dalla tribuna e sognavo di giocare con loro, un domani. E ora accadrà davvero. Se il commissario tecnico (Emiliano Del Duca) si è convinto a convocarmi avrà notato qualcosa di buono. Sta a me dimostrarlo in questo raduno. Non sarà facile: un conto è confrontarsi con i coetanei, un altro con i più grandi. Come me lo immagino? E chi lo sa? Ancora fatico a crederci». Una chiamata inserita di un processo di ringiovanimento del gruppo azzurro operato da Del Duca, che segue la conquista dello scudetto in un campionato nel quale Fazzini, 20 anni compiuti a maggio, è stato premiato come miglior giocatore. «Un'emozione assurda. Ce lo siamo meritato per la determinazione messa in campo, generata dalla voglia di rifarsi dopo le due finali della Madjer Cup perse. Il gruppo era pressoché lo stesso. Bravo il mister Belluomini a gestire bene ogni situazione. Il merito non è stato esclusivamente mio, io da solo non vado da nessuna parte senza i miei compagni, che sono prima di tutto amici. Da viareggini abbiamo provato un forte orgoglio».

Un titolo dedicato dal gruppo a Attilio Simonetti, “Attilo” («una figura imprescindibile all’interno del Beach Stadium: la sua scomparsa, un anno fa, ci gettò nello sgomento») e da lui personalmente alla sorella Carolina («È tutto per me»). È parere diffuso, specie alla luce dei deludenti risultati della prima squadra (sesta sia in campionato, sia in Coppa Italia, eliminata ai sedicesimi di Euro Winners Cup), che almeno tre-quattro ragazzi dell’under 20 – tra cui appunto Fazzini – possano essere “promossi”, già dal prossimo anno. «L’intento era quello, sin da quando ho cominciato nell’Academy e poi disputando il memorial Matteo Valenti, a partire dalle categorie giovanili. Giocare per la squadra della città in cui sei nato, circondato da persone che ti vogliono bene: cosa c’è di meglio?». Una precisazione non marginale: Tommaso Fazzini è sinistro di piede. Come Gabriele Gori. Lui ci scherza su («Pure il ruolo è abbastanza simile»), non ne raccoglie apertamente il testimone, ma neppure lo schiva a priori. Intanto, da oggi, ci si potrà allenare insieme.

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