Il dolore
Helena ora studia per Parigi «Le Olimpiadi? Il mio sogno»
Musetti, nuova campionessa italiana junior dei 200 dorso, continua a stupire «Raccogliere il testimone di Diletta Carli? Sarebbe fantastico emularla»
Viareggio. Il nuoto è una questione di tempo. Per Helena Musetti, anche di tempismo. Il Settecolli di giugno è stato il primo per lei e l’ultimo per Federica Pellegrini, il suo idolo. A Roma ha finalmente potuto vederla gareggiare coi propri occhi e non davanti alla tv. «Una cosa spettacolare: è davvero divina, al di là del soprannome». Le distanze di lì a breve si sarebbero ristabilite: la campionessa a Tokyo per disputare le sue quinte Olimpiadi, la aspirante tale a guardarla da casa, lontanissime geograficamente, età e sulla linea della carriera: Federica, 33 anni compiuti giovedì scorso, all’epilogo, Helena, 15 a fine settembre, appena all’inizio. «Ma anche io voglio partecipare ai Giochi: ci spero tantissimo, è il sogno che alimento sin da bambina, sarebbe una soddisfazione immensa».
Ecco perché i sei giorni di allenamento a settimana, «tre con doppia seduta: la mattina in vasca corta a Massarosa, il pomeriggio in quella lunga a Montecatini. E poi c’è la parte di potenziamento fisico», non pesano affatto alla nuova star della Tirrenica. Come neppure i ragguardevoli risultati ottenuti in sequenza da quando ha potuto ricominciare a nuotare, una volta terminato il lockdown: agli Assoluti di categoria si è aggiudicata il titolo italiano Junior nei 200 dorso, oltre al terzo posto (nei 50 farfalla), un quarto e due quinti, tutti con il primato personale migliorato. «Pur avvertendo sensazioni positive in acqua, non mi aspettavo di andare così forte. Speravo di vincere i 200 dorso e ce l’ho fatta. Sono molto contenta».
Di lei si sta cominciando a parlare (parecchio) bene, proprio in virtù di successi e podi. «Io resto tranquilla e continuo a pensare a cosa devo fare per arrivare dove desidero. Non lo vivo certo come un problema». Idem per la specialità di riferimento, ancora da definire. La polivalenza come virtù da sfruttare. «Ammetto che i 200 dorso me li sento addosso. Anche gli 800 stile però mi piacciono parecchio. Non so quali saranno le mie gare in futuro. Ad oggi preferisco le più lunghe».
Helena, che a vive a Bozzano con mamma Francesca, papà Antonio e la sorella minore Gaia («Li ringrazio tantissimo per i sacrifici compiuti affinché potessi nuotare sin da quando avevo 4 anni») e frequenta il liceo sportivo, non ha mai smesso di allenarsi, neppure durante il lockdown. «A casa svolgevo il programma inviato dai miei coach (Adolfo Buonaccorsi e Marco Landucci, ndr). E seguivo i video di Martina Carraro (campionessa della rana, ndr)».
Volto rappresentativo del nuovo corso della Tirrenica, «è bello nuotare con un gruppo con cui ti trovi benissimo in acqua e fuori», Helena (con accento tonico sulla seconda E), è intenzionata a raccogliere l’eredità lasciata da Diletta Carli. «L’ho conosciuta da piccolina. Sarebbe fantastico emularla». Vorrebbe dire disputare le Olimpiadi. Ma lei già lo sa.
Gabriele Noli
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