Gioco
Lignano conquistata dagli under 20 I “baby” del Viareggio sono tricolori
Massimo Belluomini: «Per molti di loro era l’ultima occasione di vittoria, è stato gratificante lavorare con tutti»
viareggio. Solo il tempo rivelerà se tra i ragazzi tornati da Lignano Sabbiadoro con lo scudetto under 20 si celano i nuovi Carpita, Marinai, Ramacciotti e Gori. Ma la garanzia che con loro il movimento del beach soccer a Viareggio proseguirà, facendo sì che la prima squadra sia competitiva ancora a lungo. Su tutti, Tommaso Fazzini, autore di tre dei cinque gol con cui ieri pomeriggio i bianconeri si sono imposti in finale sulla Lazio (5-3) e premiato come miglior giocatore del campionato. Prima di lui a segno erano andati Matteo Santini (figlio del tecnico dei “grandi” Stefano, nonché il più giovane in rosa avendo appena 15 anni) e Carmine Saetta. La Lazio aveva provato a fuggire due volte nel primo tempo, prontamente riacciuffata dal Viareggio che poi ha messo la freccia e se n’è andato, senza dare agli avversari il margine per farsi raggiungere, a differenza loro. Lo scudetto è finito nelle mani di chi lo meritava di più, i numeri in tal senso non mentono: sei partite disputate, tutte vinte, tra fase a gironi e Final Four. A volte giocando bene, altre meno, mettendo in campo il fisico, il carattere e sì, pure l’esperienza. Può sembrare un paradosso, riferendosi a dei ventenni. Non è così per un gruppo tirato su nel tempo, con pazienza, da Massimo Belluomini: il titolo di categoria giunge dopo le due finali (2018 e 2019) della Madjer Cup, una sorta di Mondiale per club giovanile, entrambe perse.
«Più dello scudetto in sé è l’intero percorso che mi dà davvero soddisfazione. Questi ragazzi mi hanno sempre ascoltato e seguito, lavorare così è gratificante. Per molti di loro era l’ultima possibilità di vincere un trofeo, considerata l’età. Lo volevano , ci hanno creduto, si sono impegnati a fondo per riuscirci», rimarca Massimo Belluomini, il vero artefice, con la supervisione di Stefano Santini, di un trionfo dedicato a Attilo Simonetti, il “tuttofare” del Matteo Valenti Beach Stadium scomparso un anno fa. «Quando avevamo bisogno di qualcosa, lui c’era sempre. Occorre prendere esempio da persone come lui».
Un pensiero rivolto già nella semifinale di sabato, con una maglia in ricordo di un uomo che pensava molto agli altri. E di sicuro da lassù avrà gioito per lo scudetto dei suoi ragazzi. Come Matteo Valenti. I futuri campioni del Viareggio passeranno dal torneo a lui intitolato, che comincia stasera. Non è un caso, ma la ragione di tutto.
Gabriele Noli
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