Gioco
Da Elia Viviani a Bebe Vio, quei portabandiera italiani passati dal premio Viareggio
Massimo Guidi
C’è un pezzo di Versilia che - sia pure indirettamente - sarà protagonista domani in occasione della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Tokyo. Tra le curiosità che si possono estrapolare ripercorrendo la storia del “Premio Viareggio Sport – Gherardo Gioè” ce ne è una che riguarda sia i giochi olimpici che si apriranno domani che le Paralimpiadi. Già perché i nomi dei nostri quattro portabandiera designati per le due cerimonie d’apertura (23 luglio e 24 agosto) Jessica Rossi, Beatrice “Bebe” Vio, Elia Viviani e Federico Morlacchi compaiono nell’albo d’oro della manifestazione viareggina nata nel 1985 e che a ottobre riaprirà i battenti dopo la sosta forzata per la pandemia da coronavirus.
Quando Bebe Vio fu invitata a Viareggio nel 2010 per ricevere il “Premio del Cuore” era ancora una bambina avendo compiuto da poco 13 anni e si presentò, come ricorda ancora il presidente Andrea Biagiotti, accompagnata dai genitori. La sua storia che ancora pochi conoscevano aveva colpito il consiglio direttivo dell’associazione la quale aveva inteso premiare, come si legge nella motivazione, «la dimostrazione di come la volontà e la passione possano abbattere certe barriere: da promessa della scherma ha dovuto fare i conti con la malattia, ma anche di fronte alla cattiva sorte ha saputo reagire diventando una campionessa… del cuore; un talento in grado di regalarsi e di regalare tante altre emozioni».
Un premio, consegnato dall’allora sindaco Luca Lunardini, probabilmente il primo di una certa importanza ricevuto dalla schermitrice veneziana che di lì a pochi anni è diventata una delle atlete paralimpiche più forti del mondo; sicuramente di buon auspicio considerato che in quella serata salirono sul palco dei premiati anche due vincenti del nostro sport come Federica Pellegrini e Massimiliano Allegri.
E’ molto giovane, non ha ancora compiuto venti anni, anche Jessica Rossi che nel novembre 2011 riceve il “premio Sportivo dell’anno”. Ha già stupito il mondo diventando a diciassette anni la più giovane campionessa del mondo nel tiro a volo fossa olimpica e in un passaggio della motivazione per l’assegnazione del premio si legge che «nel futuro per lei e per la squadra azzurra ci sono orizzonti di gloria duratura». Parole che suonano quasi come una profezia per la ragazza di Cento che l’estate seguente, a Londra, vincerà l’alloro che proietta un atleta nelle leggenda e che la riporterà a Viareggio per ritirare il suo secondo premio consecutivo.
Sempre in quella edizione viene premiato un altro giovane atleta (22 anni) emergente, Elia Viviani il quale è reduce da avere conquistato medaglie (argento e bronzo) ai campionati mondiali ed europei. Un riconoscimento foriero di buone cose per il ciclista veronese che tre anni dopo, a Rio de Janeiro, conquisterà l’oro olimpico in pista nella prova dell’omnium.
E sempre in Brasile nel 2016 conferma tutto il suo talento Federico Morlacchi che conquista quattro medaglie olimpiche nel nuoto paralimpico. Un exploit che gli vale per il secondo anno un viaggio a Viareggio per ritirare il premio del quale era già stato insignito l’anno precedente dopo i successi ottenuti ai mondiali di Glasgow. —
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