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Santini: «Io sprono i giocatori, ma loro vanno in campo»

Gabriele Noli

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Gabriele Noli

viareggio. Andando oltre il risultato per nulla soddisfacente – eliminazione ai sedicesimi – Stefano Santini non rinnega la partecipazione alla Euro Winners Cup.

«Abbiamo attraversato momenti difficili durante le partite e pure dopo, ma sono stati comunque utili per capire cosa ci serve davvero. Solo un pazzo poteva pensare che non ne avremmo passati. È meglio che i limiti del gruppo siano emersi in quel contesto così da avere più margine per analizzarli, affrontarli e superarli».

La stagione del Viareggio, infatti, deve ancora entrare nella sua fase clou, sviluppata su tre fine settimana, i prossimi: dal venerdì a domenica la seconda tappa di serie A a San Benedetto del Tronto, dal 28 luglio al 1° agosto il recupero di campionato con il Napoli e la Coppa Italia proprio in casa dei partenopei, dal 6 all’8 agosto la Final Eight scudetto.

Impegni ravvicinati e tutti di rilievo, da affrontare necessariamente con una testa diversa per non precludersi l'opportunità di riconquistare un trofeo (l’ultimo, la Supercoppa Italiana nel 2018). Il tecnico, pur guardandosi bene dal mettere le mani in avanti, affronta la realtà rifuggendo ogni illusione. «Sapevamo che questo sarebbe stato un anno di transizione e come tale dobbiamo prenderlo: cercare di ottenere il risultato migliore possibile e, parallelamente, proseguire nella costruzione della squadra del domani, in modo da rafforzare le nostre certezze e ripartire».

Dall’under 20, in tal senso, stanno giungendo soddisfazioni a profusione: i giovani bianconeri allenati da Massimo Belluomini si sono qualificati per la Final Four del campionato di categoria con quattro successi su altrettante gare disputate. «Disponiamo di tanti ragazzi che presto verranno coinvolti stabilmente in prima squadra e che, un domani affatto remoto, ne costituiranno la base». Per questo Santini si mostra tranquillo a fronte di un presente complicato. «Non lo sarei se non vedessi un futuro. E invece lo vedo eccome. Roseo. La società non è mai stata ferma a guardare: dopo il “triplete” si è impegnata nel crescere un gruppo di giovani che, quando si confronteranno nel beach soccer dei grandi, lo faranno con alle spalle cinque anni di esperienza ed è un grosso vantaggio rispetto a quando abbiamo cominciato un decennio fa. L’intenzione è ripetere è quel percorso, consapevoli di non partire da zero».

Nell’immediato la caccia ad un trofeo passa da un organico a cui il potenziale per riuscirci non mancherebbe. E che è chiamato a darne prova sul campo. Sempre. E non una partita sì e l’altra no. «Nella prima tappa di campionato non abbiamo fatto male, a differenza della Euro Winners Cup. Ora bisogna ricompattarci, dimostrare di essere un gruppo vero, nel quale tutti si mettono a disposizione per risolvere i problemi. L’allenatore può spronare i giocatori in ogni modo, ma alla fine sono loro che vanno in campo. E che devono trovare le soluzioni per emergere dalle difficoltà». —

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