Gioco
Adami lascia la Fiorentina «Non mi divertivo più» Per il futuro ipotesi Sassuolo
L’atleta viareggina scrive una lettera sui social per spiegare l’addio alla maglia viola dopo dieci anni di successi
viareggio. L’abitudine renderà complicato vedere Greta Adami con una maglia che non sarà quella della Fiorentina, indossata per un decennio, anche se in principio era il Firenze, quando lo sviluppo del calcio femminile era ancora un’utopia, mica come oggi, che il professionismo è ormai dietro l’angolo, basterà pazientare un’altra stagione.
E chissà con quale squadra la disputerà la centrocampista viareggina, dilemma da riproporre pure per quella imminente, ma che potrebbe essere risolto nel giro di settimane, forse addirittura di giorni.
Perché le pretendenti mica mancano, anzi: l’Empoli, giusto per rimanere poco lontano da casa, ma soprattutto il Sassuolo, in Emilia. In una società, comunque, nella quale ritrovare se stessa. Ecco ciò che l’ha spinta davvero a lasciare Firenze, «un posto che amo», in anticipo rispetto alla naturale scadenza del contratto (2022).
C’è un passaggio preciso della lettera aperta pubblicata sui social per spiegare i motivi del suo addio dopo dieci anni – un tempo in cui «una città diventa la tua seconda casa, i tifosi i tuoi amici, le tue compagne di squadra e le persone dello staff la tua seconda famiglia» – che definisce un personale malessere che prescinde da vittorie e sconfitte.
«Questi ultimi anni sono stati particolarmente difficili per me e hanno portato una “pesantezza” che non riesce a passare.
«La fatica a ritrovare quel divertimento e a vivere con gioia quella che è sempre stata la mia passione più grande mi ha portato a prendere una decisione che mai avrei pensato di arrivare a prendere».
Ragioni per le quali la Fiorentina ha assecondato la volontà di Greta Adami senza alzare inutilmente muri, un tangibile segno di riconoscenza per l’impegno e la dedizione mostrati dalla giocatrice nel suo decennio in viola.
Che nella lettera di addio (o magari arrivederci) si è premurata di ringraziare «tutte le persone che ho incontrato in questa città, il presidente Commisso e la società per avermi capito, uno ad uno i tifosi, splendidi, i componenti degli staff con cui ho lavorato e soprattutto le mie compagne di squadra che non sono mai state solo questo».
Torna con la mente indietro nel tempo, Adami. E ripensa al suo arrivo a Firenze, nel 2011, quando aveva 19 anni appena.
«Ero una bambina, spaventata – ha raccontato sul proprio profilo Facebook – e con tanta voglia di divertirmi e di crescere e adesso guardando indietro rivivo tutte le gioie e tutti i dolori vissuti con queste due maglie viola (Firenze e Fiorentina). Non dimenticherò mai niente».
Un totale di dieci stagioni, insomma, «dove abbiamo sempre lottato per ogni obiettivo: dalla gioia per la salvezza a quella per lo scudetto, dalle partite di Coppa Italia a quelle di Champions League, dal giocare con 50 spettatori ai 40mila all’Allianz Stadium, le finali di coppa perse e vinte, le supercoppe, le lotte per abbattere i pregiudizi e quelle per conquistare il professionismo».
Ammette che, riavvolgendo il nastro e guardando la bambina che aveva messo piede a Firenze, «faccio fatica a ritrovarla. Quello che è rimasto di lei è la voglia di divertirsi che non se ne andrà mai».
Non sa cosa la attende, né cosa ha lasciato di sé, «ma che sicuramente voi mi avete arricchito tanto», rivolgendosi a chiunque sia parte dell’emisfero viola, sì. —
G.N.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
