Gioco
Forte, Tosi guarda già al prossimo anno «Delusi, ma non ci ridimensioneremo»
Per il presidente rossoblù è mancata la fortuna, non certo l’impegno». E promette: arriveranno giocatori di alto livello
Gabriele Buffoni
forte dei marmi. Il Forte dei Marmi chiude la sua prima stagione – dopo otto anni di vittorie – senza aggiungere un titolo alla propria bacheca. Se però il vuoto dato dalla mancanza di titoli lascia negli appassionati versiliesi una profonda amarezza, il presidente rossoblù Piero Tosi invita anche a guardare al proverbiale “bicchiere mezzo pieno”. Tra addii, nuovi arrivi e prospettive future di una società che anche per la prossima stagione non ha intenzione di ridimensionare le proprie ambizioni.
Presidente Tosi, partiamo dall'inevitabile doppia delusione di quest'annata: due finali, coppa e campionato, giocate in casa, e due sconfitte contro il Lodi. Cosa è mancato stavolta al Forte dei Marmi?
«La fortuna, non certo il coraggio o l'impegno. C'è sicuramente amarezza per i titoli mancati ma credo anche che la delusione maggiore la debba provare chi ha investito, anche più di noi, e non è arrivato neppure a giocarsi la partite che contavano. È mancata la vittoria, ma in Coppa Italia abbiamo perso ai rigori e in finale scudetto siamo stati ad un soffio da un'impresa storica. Io guardo al futuro con fiducia: il nostro ciclo vincente è iniziato dopo quella semifinale persa a Viareggio a 19 secondi dalla fine, chissà che da quest'annata chiusa a zero titoli non ci si possa rialzare con ancora più forza».
È ora arrivato il momento degli addii ad Ambrosio, Burgaya e Motaran. Tre grandi nomi in uscita che fanno temere un ridimensionamento. Sarà così?
«Non sarà così, visto che gli arrivi saranno comunque di alto livello. Credo che per la nostra società e per Forte dei Marmi la perdita sia innanzi tutto sotto il profilo umano. Sono tre ragazzi che hanno dato tanto a questi colori e che si sono distinti come persone splendide nei rapporti con la gente. E questo al di là degli innumerevoli meriti sportivi. Un pensiero in particolare voglio spenderlo per Davide Motaran: negli ultimi sette anni ha vinto tanto e vissuto insieme a noi anche cocenti delusioni, guadagnandosi la fascia di capitano per l'attaccamento che più di ogni altro ha dimostrato per la maglia. La mia speranza, per lui come anche per gli altri, è di poterli magari accogliere di nuovo tra noi in futuro».
La squadra dunque per la prossima stagione manterrà immutati i propri obiettivi?
«L'unica cosa che cambierà è che, sulla carta, non saremo noi i favoriti. Le nostre ambizioni rimangono comunque immutate sia in Italia che in Europa, dove speriamo di tornare a giocare e dove stiamo seguendo gli sviluppi della questione Ehca: il nostro interesse resta su questo nuovo progetto europeo, ma se le cose rimanessero così ci iscriveremo comunque all'Eurolega. Per quel che riguarda i nuovi arrivi, ci sarà tempo e modo di presentarli a dovere anche se si tratta di nomi ben conosciuti: Elia Cinquini torna da campione d'Italia dopo l'ottima esperienza a Lodi, Ipinazar è stato una scommessa per Sarzana su cui abbiamo deciso di rilanciare e Festa ci darà quell'esperienza in più che ci servirà nelle partite più importanti».
Per la prossima stagione la prospettiva è quella del pubblico nei palasport fin da subito. I due sold out mancati in gara 2 e gara 3 sono qualcosa che la preoccupano?
«Il timore è senz'altro quello di una sorta di disaffezione che fatico però a comprendere: mi auguro anzi che il pubblico torni a dare il massimo sostegno a squadra e società e che soprattutto veda nell'hockey una fonte di divertimento e spettacolo con cui trascorrere i propri sabati sera. La gente ha bisogno ora più che mai di un po' di spensieratezza. Abbiamo però già un segnale positivo: in pochi hanno chiesto il rimborso dell'abbonamento quest'anno approfittando della possibilità di rinnovarlo per la prossima stagione. Partiremo quindi con quasi un centinaio di abbonati, un importante zoccolo duro da cui rilanciarci per la prossima stagione». —
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