Attenzione
Ambrosio e quei due gol tardivi «È la prima volta che piango»
Forte dei Marmi. Due gol in 33 secondi. Poi l'assist per Casas, per quell'ultimo tap-in al volo che si stampa (per l'ennesima volta) sulla traversa prima del triplice fischio che sancisce la sconfitta. Anche per Federico Ambrosio, stecca d'oro della serie A1, è giunto il tempo degli adii. Anche se «nell'hockey è sempre un arrivederci: rimarrò sempre un po' versiliese».
Ambrosio, quelle due reti nel finale hanno illuso che l'impresa fosse ancora possibile. Perché la reazione è stata così tardiva?
«Abbiamo dato tutto, purtroppo nello sport capitano anche le serate negative e noi l'abbiamo vissuta proprio nella partita decisiva per il titolo. Il rammarico adesso è indescrivibile: non mi era mai capitato in carriera di piangere per una sconfitta, invece martedì sera non ce l'ho fatta a trattenere le lacrime. Credevamo nell'impresa e ci abbiamo sperato fino alla fine. A mente fredda, viene quasi da dire che era meglio una disfatta sul 3-0 senza aver avuto la seria possibilità di rimetterla in piedi in quegli ultimi secondi».
Nonostante l'amarezza per la sconfitta, i tifosi vi hanno comunque tributato cori e applausi: questo lenisce un po' la delusione?
«Ancora no, servirà del tempo. Però ci ha emozionato tutti: quando perdi un titolo e senti così forte il calore della gente, significa che hai dato ogni parte di te per la causa. Non solo nell'ultima partita, ma in tutte quelle in cui negli anni hai indossato la maglia. Questo è un pensiero che mi rende fiero e orgoglioso di aver fatto parte di questa squadra».
Ora se ne andrà a Bassano, una delle favorite della prossima stagione.
«Però la Versilia resterà casa nostra, ovunque andrò. Lo sarà attraverso mia figlia, che è nata a Forte e resterà sempre fortemarmina. Questo paese per me e la mia famiglia rimarrà sempre il luogo dove abbiamo vissuto il momento più felice della nostra vita». —
G.B.
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