Sicurezza
«Orlandi nostro asso vincente E guiderà ancora il Forte»
Il direttore sportivo Valter Luisi: «In gara 5 potrà succedere qualsiasi cosa ma negli occhi dei giocatori ho visto la voglia di realizzare un’impresa storica»
Forte dei marmi. Non si è praticamente mai perso una partita del suo Forte dei Marmi. Sempre al fianco di Orlandi o, in passato, degli altri allenatori che si sono avvicendati sulle panchine rossoblù. Lui che della società versiliese è insieme uno dei pilastri e memoria storica: in pochi, più di Valter Luisi, possono dire di conoscere le dinamiche di questo Forte che è a un passo dal compiere un'impresa storica non solo per gli annali rossoblù ma per l'intero hockey italiano.
Luisi, la finale è di nuovo in parità dopo che in pochi avrebbero scommesso su un Forte in grado di superare gara 3: qual è il segreto di questa squadra?
«È un gruppo che nei momenti di difficoltà è sempre riuscito a ribaltare ogni risultato, anche in campionato. Ne ho visti tanti di giocatori che hanno vestito la nostra maglia, ma mai ho avuto a che fare con una squadra così coesa e pronta al sacrificio per raggiungere l'obiettivo. Neppure negli anni dei primi scudetti: allora avevamo sicuramente campioni più affermati, a partire da Pedro Gil, mentre oggi c'è un gruppo che ha mostrato di avere grande carattere. Martedì può capitare di tutto, ma negli occhi dei giocatori ho visto crescere la voglia di fare la storia. E molto di questo lo si deve al lavoro che il nostro allenatore, alla sua prima esperienza con una squadra di questo livello, ha imbastito durante tutta la stagione».
Orlandi è stata la vostra grande scommessa di quest'anno: si può già definire un azzardo vincente, nonostante una Coppa Italia persa e uno scudetto che ancora deve essere assegnato?
«Sicuramente sì: se un allenatore perde due partite in un'intera regular season e poche altre nel resto della stagione già è indicativo del suo valore e del lavoro che ha svolto. E poi ha dimostrato di avere in pugno lo spogliatoio, riuscendo a dare un volto nuovo a questo Forte ma anche di saperne sfruttare le potenzialità tattiche: basti vedere la difesa a zona che ha imbrigliato il Lodi in queste ultime due gare. Si sono sentite tante voci dopo la Coppa Italia, ma tutte infondate: la società ha massima fiducia in Alberto, che sarà il nostro allenatore anche per la prossima stagione».
Dopo il "ciclo Gil" e il "ciclo Bresciani", cosa c'è da aspettarsi per il futuro di questo Forte?
«Non si raggiungono sette finali consecutive e non si resta per nove anni ai massimi livelli italiani ed europei senza avere delle basi solide e senza voglia di rilanciarsi. Non ci vogliamo fermare qui. Con martedì si chiuderà un ciclo importante: ci lasceranno tre giocatori che qui hanno dato tanto come il capitano Motaran, un goleador del calibro di Ambrosio e un giocatore di grande talento come Burgaya. Li ringraziamo per tutto quello che ci hanno dato e per loro la nostra porta rimarrà sempre aperta. Ma già ci siamo messi all'opera e guardiamo avanti, perché con i nostri colori vogliamo ancora puntare a vincere. Anche il prossimo anno».
Nessun ridimensionamento dunque?
«No, e i nuovi ingressi ne sono comunque la prova. Cinquini già lo conosciamo e stiamo vedendo anche in questa finale il suo valore nel Lodi. Ipinazar è un giocatore su cui puntiamo e che ha sposato il nostro progetto, nonostante le offerte di alcune tra le migliori squadre di Spagna, Portogallo e anche del nostro campionato. E Festa ci darà l'esperienza di cui avremo bisogno ritrovandoci con un gruppo la cui età media si abbasserà molto. Ma un gruppo che sicuramente punta a riconfermarsi ai massimi livelli nel nostro campionato». —
G.B.
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