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Gil, l’uomo che violò Lodi «Questo Forte può rifarlo»

Gabrielel Buffoni
Gil, l’uomo che violò Lodi «Questo Forte può rifarlo»

Con una sua doppietta nel 2016 firmò l’impresa che regalò lo scudetto ai rossoblù «Con Casas e Ambrosio la squadra di Orlandi sa essere una macchina da guerra»

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Forte dei Marmi. Di nuovo il PalaCastellotti, di nuovo una gara 4 e un Forte dei Marmi costretto a un unico risultato: vincere per rovinare la festa tricolore ai tifosi lombardi. Il 2021 come il 2016: la vera domanda ora è se i parallelismi finiranno qui o se i rossoblù di Alberto Orlandi riusciranno a scrivere una pagina storica per l'hockey italiano. L'abbiamo chiesto a chi, in quella calda sera del 28 maggio 2016, la storia la scrisse in pista con una doppietta in 37 secondi: Pedro Gil, indimenticato capitano del Forte dei Marmi che oggi veste la maglia dello Sporting Lisbona.

Pedro Gil, che impressione le ha fatto intanto questo Forte targato Orlandi?

«È una squadra capace di mostrare due volti anche all'interno di una stessa partita: non parlo solo di questa finale, ma per quello che ho avuto modo di vedere e apprezzare per tutta la stagione. A volte gioca un hockey spettacolare, da vera macchina da guerra. In altri momenti invece è mancato di equilibrio, concedendo fin troppe occasioni all'avversario. È sicuramente un Forte dei Marmi diverso rispetto agli anni scorsi: più improntato all'offensiva e sulle individualità dei propri giocatori piuttosto che cercare sempre il gioco di squadra. Forse per dare continuità e assicurarsi maggiori risultati dovrebbe regolare un po' di più la difesa ma di certo, da vedere, diverte e dà grande spettacolo. E quando gioca con l'intensità giusta non lascia scampo davvero a nessuno».

Il Lodi può godere ancora di un match-point in casa propria, in gara 4: quanto possono credere nella rimonta i rossoblù?

«È una finale molto equilibrata ma il Forte a mio avviso ha qualcosa in più rispetto al Lodi per puntare allo scudetto, anche in una situazione come questa. D'altra parte, se in gara 2 gli episodi o i rigori fossero girati in favore dei rossoblù, oggi staremmo parlando di un match-point in favore della squadra di Orlandi. Secondo me se il resto della squadra aiutasse di più Riccardo Gnata, che è in assoluto uno dei migliori portieri, potrebbe imbrigliare il Lodi: i lombardi possono dare l'impressione di avere in mano la partita ma si basano su una panchina più corta e non hanno due come Ambrosio e Casas che in avanti possono davvero fare la differenza».

Casas sta giocando con un infortunio muscolare dalla semifinale: la sua condizione può davvero essere determinante?

«Non ho mai nascosto la mia stima nei suoi confronti. Non sono solo i gol che segna ma anche i suoi rientri difensivi, le palline che ruba, che ne fanno un giocatore fondamentale. E come lui Ambrosio: sono due giocatori che hanno qualcosa dentro che pochi altri possono vantare».

Nessuno è mai riuscito a compiere un'impresa del genere nell'hockey italiano...

«C'è sempre una prima volta. Ho avuto Orlandi come compagno di squadra e se lo conosco un po' so che ci crede fermamente e che trascinerà i suoi con tutto il carisma di cui è capace. Da giocatore ha visto più hockey internazionale lui di quanto ne abbia visto io, maturando esperienze in gare decisive come nessun altro: sa bene come motivare i suoi giocatori per una finale. Personalmente sono convinto che questo Forte possa farcela: deve solo giocare come ha dimostrato di saper fare più volte quest'anno.

Domani giocheranno al PalaCastellotti...

«Non vuol dire nulla, anzi: mi ricordo quel 2016, l'idea di rovinare ai nostri avversari la festa scudetto in casa loro ci spronò tutti a dare quel qualcosa in più che ci portò al successo». —

Gabrielel Buffoni

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