Lutto
Verona non dà per spacciato il Forte «Può ancora succedere di tutto»
Il grande doppio ex (ora allo Sporting Lisbona) fa le carte alla finale: «Se i rossoblù vincono gara 3 i giochi si riapriranno»
Gabriele Buffoni
Forte dei Marmi. «Può ancora succedere di tutto». Parola di Alessandro Verona, grande ex di entrambe le rivali nella lotta al tricolore, avendo vestito la maglia del Forte dei Marmi (suo paese natale) dal 2012 al 2015 e quella del Lodi dal 2015 al 2019. Ma soprattutto parola di neo-campione d'Europa con lo Sporting Lisbona, squadra con cui proprio in questi giorni sta affrontando il Porto nella finalissima per il titolo di campioni di Portogallo.
Alessandro Verona, 26 anni da compiere ad agosto, un contratto pluriennale con la formazione che poche settimane fa ha vinto l'Eurolega e astro italiano nel campionato portoghese (il più seguito nel mondo dell'hockey su pista europeo), guarda con grande interesse all'ennesima sfida tra Forte e Lodi, due piazze italiane in cui «ho lasciato una parte di me e del mio cuore».
Verona, domani in Italia si giocherà già un potenziale match-point per lo scudetto. Si aspettava questo 2-0 da parte del Lodi?
«Sinceramente no. Come tutti, credo, mi immaginavo una finale caratterizzata da un botta e risposta più serrato tra queste due squadre che si sono dimostrate ancora una volta ai massimi livelli italiani. Però c'è anche da dire che i playoff, e in particolare l'ultimo atto della corsa scudetto, qualche sorpresa la riservano sempre: perdere la prima partita significa avere una pressione crescente sulle spalle che di certo non aiuta».
Pensa che il Forte dei Marmi possa avere qualche possibilità di compiere una rimonta, finora mai realizzata nella storia dei playoff?
«La situazione che si è venuta a creare è sicuramente molto complicata per il Forte, ma fare pronostici è comunque molto insidioso. Se guardiamo alla formazione rossoblù, sicuramente ha le capacità per compiere quest'impresa sicuramente difficile ma non impossibile. Sono convinto cheOrlandi ci crederà fino all'ultimo. E la partita di domani sera in quest'ottica può rappresentare una svolta».
In che senso?
«Il Forte non ha ormai nient'altro da perdere, il Lodi invece deve tentare di chiudere la serie. Perdere gara 3 caricherebbe inevitabilmente la squadra di Bresciani di una pressione non da poco perché poi, anche se in gara 4 si andrebbe a giocare al PalaCastellotti, si ritroverebbero a dover vincere ad ogni costo per evitare di tornare in Versilia con la serie in parità».
Nel 2018, quando lei vestiva la maglia del Lodi, Nuno Resende chiuse la serie in tre sole gare: trova delle analogie con la finale odierna?
«In realtà non più di tanto, fu molto diverso allora: avevamo il fattore campo dalla nostra e dopo aver vinto la prima a Forte dei Marmi le successive due gare le vivemmo piuttosto in discesa. Oggi il Lodi ha una prospettiva diversa: ha sicuramente tre match-point che garantiscono un notevole vantaggio, ma deve stare attento ad un Forte che sarebbe sbagliato dare già per spacciato». —
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