Gioco
Cinquini, il rigore decisivo e il futuro ritorno al Forte
Ha segnato la rete del 5-2 finale, ma l’anno prossimo vestirà la maglia rossoblù «E adesso la fidanzata di Gnata non mi vuole più come testimone di nozze...»
Forte dei Marmi. Quel tiro smorzato appena dal gambale di Riccardo Gnata, la pallina che carambola oltre la linea di porta. Lo sguardo che corre verso i compagni, soffermandosi però un istante sull'amico appena sconfitto: quasi come se la vittoria in gara 2 che avvicina a un solo passo lo scudetto fosse sì da festeggiare, ma fosse comunque velata di amarezza. Il destino ha voluto che fosse proprio Elia Cinquini, ex di turno e prossimo a tornare a vestire la maglia del Forte, a segnare il rigore decisivo che ha affossato il Forte in gara 2: lui che, grande amico di Gnata (con cui condivide anche la passione per la caccia), sarà pure suo testimone alle nozze ormai prossime del portiere fortemarmino. «Sempre che Caterina (la futura sposa, ndr) me lo conceda: a fine partita mi ha detto che dopo quel gol non dovevo più considerarmi invitato al matrimonio», commenta il difensore viareggino, ridendo della battuta.
Cinquini, nonostante il gol decisivo è sembrato piuttosto combattuto al momento del rigore.
«Difficilmente avrei potuto nasconderlo: quando vengo al PalaForte o comunque affronto da avversario il Forte dei Marmi è sempre qualcosa di particolare per me. In più davanti avevo Ricky: meno male che in quel momento non mi è venuto a salutare, altrimenti non so come avrei tirato quel rigore. In Coppa Italia, avendolo sbagliato, paradossalmente mi sentivo più sereno: alla fine però non è che gli abbia fatto un torto, ho solo fatto il mio dovere. So che mi capirà perché lui al mio posto avrebbe fatto lo stesso: diamo il massimo per le squadre in cui giochiamo ed è giusto così, dobbiamo sempre onorare la maglia. Poi, finita la partita, si torna ad essere amici. Tra l'altro, sono ancora in debito dato che lui me ne ha parati due in passato».
C'è stato un momento in gara 2 in cui ha temuto il peggio?
«Quando hanno segnato il 2-0 francamente l'ho vista parecchio "buia", come si suol dire. Se fossero riusciti a segnare un altro gol non so se saremmo riusciti a rimettere in piedi la partita. Però dobbiamo riconoscerci il grande merito di aver mantenuto la lucidità e la calma: Gigio (Bresciani, ndr) in questo è stato di grande aiuto».
Grazie a questa vittoria, lo scudetto è ora alla vostra portata: credete di poterla chiudere già mercoledì in tre gare?
«Difficile dirlo. Il Forte è una squadra che, proprio nel momento in cui pensi di averla piegata, si rivela ancora più determinata a vincere di prima. Lo hanno dimostrato proprio in questa gara 2: rispetto alla prima partita, hanno dimostrato una forma fisica incredibilmente migliore e un cambio di passo notevole. In più hanno una panchina più lunga della nostra e, con il caldo che si comincia ad avvertire, anche questo può volgere a loro favore. Commetteremmo un gravissimo errore se ora ci adagiassimo sugli allori pensando di avere ormai in pugno il titolo».
Per lei quanto vale la possibilità di riuscire a vincere questo scudetto nel suo anno a Lodi?
«Mi piacerebbe moltissimo riuscire a lasciare la piazza lodigiana, dove mi sono trovato molto bene con l'ambiente e con tutti i compagni, con la ciliegina sulla torta del tricolore. Avendo già vinto la Coppa Italia, diventerebbe un'annata da incorniciare e sapere di aver lasciato un segno simile nella storia di una società fa sempre piacere per un giocatore». —
Gabriele Buffoni
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