Toscana
Torre, in Coppa del Mondo un oro che sa di rivincita
Viareggio. I tabù stanno cadendo uno alla volta. Prima di sabato, Niels Torre non aveva mai vinto una gara di Coppa del mondo. Che fosse solo una questione di tempo lo dimostra il modo in cui ci è riuscito. Talmente netto da farlo sembrare facile, aggettivo fuori luogo per qualsiasi sport, figuriamoci per il canottaggio. Imponendosi nel singolo Pesi Leggeri a Lucerna (in Svizzera), il 21enne viareggino si è messo al collo un altro oro dopo quello nel quattro di coppia agli Europei di aprile a Varese.
Questo, però, ha il sapore della rivincita. «Nessuna polemica. Ci tenevo a dimostrare, a me stesso in primis, quanto valessi. Non mi ha certo fatto piacere non poter difendere l’argento continentale nel singolo».
Lo scorso ottobre a Poznan, in Polonia, Torre aveva sfiorato il titolo. Avrebbe voluto centrarlo nella successiva edizione degli Europei, quella di Varese. Un proposito negato dalla controprestazione nel primo meeting nazionale Coop di Piediluco a marzo: il terzo posto nel singolo, tra i Pesi Leggeri, alle spalle di Soares e Rocek, gli aveva sbarrato ogni speranza di oro continentale, almeno in quella gara. La risposta che voleva fornire a se stesso non ha tardato a arrivare. Torre era già stato a Lucerna lo scorso fine settimana, nell’ultima prova di qualificazione per i Giochi Olimpici di Tokyo, vissuta però da riserva. Era stato convocato per una presunta indisponibilità di uno dei due remieri del doppio, poi invece regolarmente in acqua. Sapeva quale fosse il suo ruolo in quel contesto, per questo non ne ha fatto certo un dramma. Ed ora si gode la medaglia ottenuta sabato, che va ad accrescere un palmarès sempre più rilevante. «Ogni volta è sempre bello vincerne una nuova. Non mi accontento, penso già alla prossima. Questo risultato è un riconoscimento per il tanto e duro lavoro che c’è dietro».
Non avrà bisogno di attendere troppo: la terza prova di Coppa del mondo a Sabaudia (dal 4 al 6 giugno) e i campionati italiani a Varese (dal 10 al 13) sono dietro l’angolo. —
G.N.
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