La protesta
Elia Cinquini dedica la Coppa a nonna Giuseppina: «Mille emozioni in poche ore»
Forte dei marmi. Ha festeggiato insieme ai propri compagni la vittoria della Coppa Italia ma sul volto di Elia Cinquini, domenica sera, l'espressione ha tradito una commozione più intima: mentre il resto della squadra ha dedicato la Coppa a "Stefanone", storico tifoso lodigiano scomparso in questo periodo di pandemia, il suo pensiero non è potuto che andare a nonna Giuseppina, scomparsa mercoledì scorso e ai cui funerali il talento viareggino, in forza al Lodi ma di ritorno a partire dalla prossima stagione proprio al Forte dei Marmi, ha presenziato prima della semifinale di sabato con il Sarzana. «Per me sono stati due giorni decisamente intensi per quanto riguarda le emozioni provate - racconta Cinquini - per tanti motivi: non abbiamo avuto possibilità di allenarci perché il palasport di Lodi era chiuso per sanificazioni, poi a metà settimana è arrivata la notizia della morte di mia nonna, c'era la pressione per questa coppa che volevamo fortemente e che abbiamo iniziato con l'infortunio di un amico come Alberto Greco, infine la vittoria dopo diciotto rigori contro il Forte. È stato davvero miscuglio di emozioni contrastanti che mi ha spiazzato. Quando è finito tutto non sapevo cosa pensare, se essere felice, emozionato o triste per il lutto che ancora non avevo avuto modo di elaborare. Alla fine però la gioia dei miei compagni mi ha travolto: per certi versi si era tutto messo storto - spiega Cinquini - eppure ce lo sentivamo tutti che avremmo finito per vincere: io al destino ci credo - rivela - quando ho visto che l'arbitro espelleva Grimalt e Porchera che andava a difendere su quell'ultimo rigore ho capito subito che l'avrebbe parata. È una Coppa Italia che ripaga di tutte le difficoltà passate in questo periodo». —
G.B.
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