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Anche per il 2021 Sonego resta alla corte di Marrai

Gabriele Noli
Anche per il 2021 Sonego resta alla corte di Marrai

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forte dei marmi. Dal mazzo di carte con cui provare a far saltare il banco – traduzione: vincere lo scudetto – Matteo Marrai potrà ancora pescare uno degli assi già in suo “possesso”: Lorenzo Sonego. Che per il terzo anno consecutivo disputerà la Serie A1 a squadre con il Tennis Italia, convinto (pure lui) dalla prospettiva di lottare nuovamente per un titolo sfumato solo in finale nel 2020, non per demeriti propri, ma semplicemente perché l’avversario, il Park Genova, era più forte.

Eppure Sonego il suo lo aveva fatto eccome, in quel confronto e più in generale nell’intero campionato, contribuendo sensibilmente a riportare il circolo versiliese a credere che lo scudetto fosse davvero possibile dopo qualche anno in cui il rendimento della squadra era calato. «La permanenza di Lorenzo – commenta con soddisfazione Sergio Marrai – è un segnale rimarchevole per svariati motivi: anzitutto perché si tratta di uno dei migliori giocatori italiani, con margini di miglioramento talmente ampi da poter ambire ad entrare tra i top20 al mondo, ha le qualità tecniche e caratteriali per riuscirci. E poi perché all’interno del gruppo è una presenza positiva, basti vedere l’umiltà con cui si rapporta agli altri ragazzi. Per loro è un esempio e una fonte di ispirazione che li stimola a impegnarsi ancor di più per progredire». Di Sonego, Marrai apprezza soprattutto «la caparbietà nel non voler perdere neppure un punto: è un combattente nato ».

Al piemontese la Serie A1 è servita, la scorsa estate, per ritrovare il ritmo partita e raggiungere la forma migliore dopo i mesi di stop all’attività agonistica imposto dalla pandemia. Ed i risultati – per lui e di riflesso il Tennis Italia – sono stati ottimi. Con il ritorno del massimo campionato a squadre nella sua collocazione abituale (da ottobre a dicembre), per Sonego – come per il già confermato Travaglia – si ripresenterà il problema della concomitanza con i tornei internazionali di fine stagione, con il rischio di una disponibilità soltanto parziale. Il perché è presto spiegato: la Serie A1 non genera punti per la classifica Atp e dunque nella scala delle priorità dei giocatori scivola inevitabilmente indietro. Ma Sonego e Travaglia in questi due anni hanno dato prova di serietà e professionalità, giocando per il Tennis Italia ogni volta che ne avevano la possibilità. —

Gabriele Noli

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