Gioco
La fame di Orlandi: «Non ci fermiamo qui»
Il coach rossoblù si gode il primo posto in classifica: «Vogliamo essere primi in tutto, a partire dalla classifica marcatori»
Gabriele Buffoni
forte dei marmi. Il sorriso di Alberto Orlandi dopo la vittoria schiacciante sullo Scandiano non lascia adito a dubbi su quanto alto sia il morale nello spogliatoio rossoblù. Ma rivela anche molto di più: chi ha avuto la fortuna di vedere in pista (con i pattini ai piedi) Orlandi avrebbe potuto facilmente riconoscerne l'espressione. La stessa di quando, da vero agonista, fronteggiava l'avversario più forte che il calendario potesse porgli davanti. Al suo primo anno da allenatore del Forte dei Marmi, il tecnico viareggino si ritrova ora a dover preparare in dieci giorni il match clou con il Lodi che sarà determinante per decidere chi tra versiliesi e lombardi potrà detenere il primato in classifica.
Orlandi, si sarebbe mai aspettato di arrivare ad affrontare il Lodi da capolista e non da principale inseguitore?
«Sinceramente no, però la sorpresa è stata solo il primo impatto alla notizia della sconfitta del Lodi a Monza. Questo è un campionato dove tutte le squadre di vertice hanno lasciato punti in giro tra le varie piste, noi compresi. Inoltre per raggiungere questo risultato tutti noi stiamo lavorando con grande impegno ormai da mesi, per migliorarci di continuo e alzare sempre più l'asticella. La prova del nove è stata la prestazione contro lo Scandiano: non potrei essere più orgoglioso dei miei ragazzi, ho fatto girare tutti in pista dando ampio minutaggio a chi ha giocato meno finora e nonostante questo turnover siamo riusciti a mettere il risultato in cassaforte dopo pochi minuti esattamente come l'avevamo preparata in allenamento. Godere di questi giorni da primi è il giusto premio, ma non abbiamo intenzione di fermarci».
Le statistiche parlano chiaro: questo Forte è sia il migliore attacco che la miglior difesa della serie A1.
«Ed è ciò a cui puntavo più di tutto il resto. Sono un tipo concreto, uno fissato sui numeri e i miei ragazzi lo sanno perché l'ho detto in spogliatoio fin dal primo giorno in cui ci ho messo piede. Riuscire ad essere primi in tutto, compresa la classifica marcatori dove Ambrosio e Casas occupano i primi due posti in graduatoria, è l'obiettivo che mi prefissavo di raggiungere ed esserci arrivato proprio prima del match clou contro il Lodi ci dà una carica ancora maggiore per affrontarli».
Psicologicamente quanto grande può essere il vantaggio di avere in pugno il primato proprio nello scontro diretto?
«Nel nostro spogliatoio si respira un grande entusiasmo già da un po' di tempo e il raggiungimento della Final Four di Coppa Italia ha rafforzato la sensazione. Anche personalmente, vedendo il gruppo così compatto, sento di poter crescere come allenatore insieme a questa squadra: è un po' come se tutti i pezzi del puzzle, dopo tanto lavoro, iniziassero ad incastrarsi alla perfezione. Con queste premesse, non ho dubbi che andremo a Lodi con la voglia e la concentrazione necessarie per vincere. Mi prendo tutte le responsabilità del caso: non andremo a Lodi per una gita di piacere. Scenderemo in pista per mangiarli vivi, sportivamente parlando. Mi dispiace solo non poter entrare al PalaCastellotti e sentire il boato delle oltre duemila persone che sicuramente a cose normali ci sarebbero state». —
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