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Carpita all’attacco: «Noi, abbandonati dalla Figc»

Gabriele Noli
Carpita all’attacco: «Noi, abbandonati dalla Figc»

Il portiere del Viareggio e della Nazionale alza la voce «Dopo il titolo europeo meritavamo più considerazione»

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Gabriele Noli

Viareggio. Tra “color che son sospesi” nel mondo degli sport da spiaggia c’è pure Andrea Carpita. Che, come Gori e Ramacciotti, rimane in attesa di un segnale da parte della Figc. «Invano, per ora», ammette con malcelata amarezza il portiere del Viareggio e della nazionale di beach soccer vice-campione del mondo a fine 2019. «Io, come i miei compagni, pensavo che quel secondo posto, unito al titolo europeo del 2018, ci rendesse meritevoli di maggior considerazione. In fondo, l’Italia i risultati migliori li ha ottenuti proprio grazie a questo gruppo. Non chiedevamo nulla più di quanto ci spettasse».

Per Carpita non si tratta unicamente di soldi, ma anche «di una continuità che può essere garantita solo con un’adeguata programmazione, che invece manca».

Però di mezzo ci si è messo il Covid.

«Ed è stato un grande problema. È altresì vero che il Mondiale si è giocato nel novembre 2019. Lo scorso anno i contatti li abbiamo avuti giusto con lo staff tecnico, che ci ha assegnato dei programmi di allenamento per restare in forma. Per il resto, ci siamo sentiti abbandonati. Noi, comunque, continueremo a lottare. Io, di sicuro».

Perché?

«Poter onorare la maglia della nazionale è la mia priorità sportiva. L’ho dimostrato ripetutamente nel tempo. E per farlo sono disposto a sacrificare tempo alle attività lavorative che sto portando avanti, ma il gioco deve valere la candela. Non è possibile star via settimane per poche decine di euro al giorno. È un discorso pratico, ancor più che ideologico: nell’ottica di costruirmi una famiglia, le condizioni con cui si è sin qui sviluppato il rapporto con la nazionale, non vanno bene. Io, pur sperando che possano mutare, non sono granché fiducioso».

E se invece dovessero restare le stesse?

«A quel punto, ognuno farà le proprie valutazioni e poi deciderà di conseguenza. Nel gruppo azzurro in tanti viviamo una situazione analoga: non siamo ragazzini alle prime esperienze, ma uomini che con impegno e dedizione hanno contribuito ad accrescere la visibilità, il prestigio ed il valore dell’intero movimento. Ci siamo battuti per ottenere un adeguato riconoscimento economico e invece ancora oggi ci ritroviamo senza una qualsiasi forma di contratto: se io sto via 200 giorni l’anno come nel 2019 e disgraziatamente mi faccio male, chi mi tutela? Hanno ragione Gori e Ramacciotti quando parlando di doveri da professionisti e diritti da amatori».

A proposito di Gori e Ramacciotti: pensa che torneranno un domani al Viareggio? Loro non lo hanno escluso.

«Non credo che la società si faccia problemi a parlarne. Dipende soprattutto da loro. Sulla scelta di separarsi, un anno fa, credo che fossero tutti d’accordo».

Riusciremo a rivedere il Viareggio in campo nel 2021?

«La società ha voglia di ripartire. E allestirà una squadra per provare a vincere i tornei a cui prenderà parte, Italia o Europa fa poca differenza. Per ora restiamo in attesa di comunicazioni ufficiali: la Beach Soccer Worldwide ha espresso l’intenzione di giocare, la Lega Nazionale Dilettanti (che organizza le competizioni nazionali) non ancora». —

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