Il Tirreno

Versilia

stagione finora avara di soddisfazioni 

Il Seravezza si consola con i giovani talenti

Michele Morabito
Il Seravezza si consola con i giovani talenti

Andrea Mancino e Mirco Ricci stanno mostrando qualità Il presidente Vannucci: «La nostra politica non cambia»

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Michele Morabito

Seravezza. Il Seravezza non passa un buon momento: buon gioco, tanti complimenti, ma pochissimi punti all’attivo rispetto anche alle annate precedenti. Quest’anno la battaglia si fa dura con un girone di andata da tredici punti appena. Se una costante c’è, è quella della capacità di lanciare i giovani: dopo aver pescato dal vivaio il portiere para rigori Venè, con all’attivo tre penalty parati su tre, domenica Vangioni nel finale ha lanciato nella mischia due classe 2003, Andrea Mancino e Mirco Alessio Ricci, che hanno detto la loro nel ritaglio di partita in cui sono stati utilizzati.

Mancino arriva dal Margine Coperta, una delle scuole calcio migliori in Italia, piccolo, rapido e intelligente con i piedi buoni. Simile fisicamente Mirco Ricci, anche lui di piccola taglia, ma di grande tecnica e di ottima sagacia tattica, proveniente dal Livorno e chiamato per poter dare subito un contributo alla prima squadra. Non saranno magari loro a salvare il Seravezza, ma i verdeazzurri vogliono proseguire nella loro tradizione di trovare giovani pronti per la categoria che non siano comparse, ma titolari effettivi: Mancino e Ricci possono dare minuti importanti in un campionato in cui gli inconvenienti sembrano essere sempre dietro l’angolo.

Negli anni passati tanti giovani hanno trovato nell’ambiente del Seravezza il posto giusto per crescere.

Biagi fu autore tre anni fa di una stagione incredibile in cui sbagliò si e no dieci passaggi nella posizione di regista difensivo, guadagnandosi il consenso dei compagni, e ancora Bedini, Bongiorni, Nelli e tanti altri alla corte del patron Vannucci e sotto le cure di un maestro come Walter Vangioni hanno saputo diventare calciatori.

«Dispiace questa stagione in cui tutto sembra girare storto – commenta il presidente Lorenzo Vannucci – forse non è il massimo per coccolare e far crescere i ragazzi, però la nostra filosofia verso i giovani non cambia. Mancino e Ricci sono due ragazzi d’oro, i primi ad arrivare agli allenamenti e sempre pronti a mettersi al servizio degli altri. Speriamo che ci sia anche una crescita fisica e muscolare a cui stiamo lavorando perché possano diventare dei calciatori a tutti gli effetti».

Entrambi sono piccoli di statura, ma stanno lavorando sulla forza fisica: grande tecnica entrambi, Ricci ha caratteristiche un po’ più offensive rispetto a Mancino. «Lavorare con i ragazzi è una soddisfazione, ma anche un investimento per una società come la nostra che tiene molto al settore giovanile: il loro esordio è stato un po’ il frutto di una contingenza, ma presto avrebbero visto il campo perché lo meritano. Adesso abbiamo bisogno di tutti, anche di questi ragazzi che sono un patrimonio per noi. Adesso dobbiamo pensare a salvarci, ma fa piacere aver dato un piccolo premio all’impegno di questi ragazzi che senza paura sono entrati nella mischia nel momento in cui provavamo a recuperare il risultato avverso. Ci piace lavorare con i giovani ed è una soddisfazione quando uno di loro esordisce in prima squadra».

Per i due under in una partita in cui il Seravezza ha utilizzato ben otto quote, un battesimo del fuoco tutto sommato positivo. A loro l’augurio di una brillante carriera. —

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