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Benedetti, il vizio del gol formato export

Massimo Guidi
Benedetti, il vizio del gol formato export

Prima esperienza fuori regione per il bomber camaiorese «In Veneto mi trovo molto bene. E continuo a segnare»

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Massimo Guidi

Viareggio. Da qualche stagione è uno degli attaccanti più appetiti della serie D. E anche in questo travagliato campionato Lorenzo Benedetti ha confermato le sue doti di sfonda reti seppure lontano da casa. Già perché finora il ventottenne attaccante camaiorese non aveva mai valicato i confini della Toscana. Camaiore, Ponsacco, Prato, Viareggio, Lucchese, Colligiana, Seravezza, Pianese e Gavorrano le tappe di una carriera spesa tra serie C e serie D, campionato nel quale vanta un successo con la Pianese nel 2019 condito da 23 reti. Quest’estate è arrivata invece un po’ a sorpresa la chiamata dell’Union Feltre, formazione della provincia di Belluno che milita nel girone C della D. Ma Lorenzo ha dimostrato di non patire la “saudade” per i campi del Granducato e finora ha timbrato nove volte il cartellino (una su rigore) nelle 14 gare nelle quali è sceso in campo.

Lorenzo come è nata l’avventura in terra veneta?

«Sono stato contattato dalla dirigenza su indicazione del tecnico Andreolla (esonerato il 10 gennaio scorso, ndr) che mi aveva visto giocare diverse volte. Non ci ho messo molto a decidere perché la società è molto ben organizzata, non ci fa mancare niente. Abbiamo un campo sintetico per gli allenamenti e anche quando ha nevicato ci siamo allenati ugualmente perché gli addetti della società hanno subito provveduto a rimuovere il manto nevoso. E poi anche perché volevo provare un’esperienza fuori dalla Toscana».

E come ti sei calato nella nuova realtà così lontana da casa?

«Feltre è una realtà di cinquemila abitanti a 20 chilometri da Belluno dove si vive bene. Devo dire che io e Federica, la mia compagna, ci siamo trovati subito a nostro agio».

A livello tecnico quali differenze hai riscontrato?

«È un girone molto più complicato rispetto a quello dove giocano le squadre toscane. Ci sono società che investono molto perché vogliono provare il salto di categoria e soprattutto non esistono squadre materasso. Quindi fare punti è sempre difficile».

Inevitabile non toccare il capitolo Covid: a voi come è andata?

«Purtroppo siamo stati tra le squadre più colpite. Ad ottobre abbiamo avuto dieci casi di positività. Per quanto mi riguarda non ho avuto problemi, in quel periodo ero a Camaiore perché ero fuori gioco causa un infortunio alla spalla. Quindi sono rimasto a casa per effettuare la riabilitazione. Poi sono tornato a Feltre».

Nonostante i tuoi gol la squadra naviga nelle zone basse della classifica. Cosa è successo?

«Quando siamo potuti tornare in campo abbiamo dovuto disputare sei partite in quindici giorni. E i risultati non potevano essere molto positivi visto il lungo stop che la squadra aveva dovuto sopportare».

Il tuo apporto non è comunque mancato.

«Ho giocato 14 partite realizzano nove reti (secondo nella classifica marcatori del girone, ndr) alcune delle quali determinanti per il risultato».

A ventotto anni fai ancora un pensierino a poter tornare in serie C?

«Non ci penso più di tanto. Provo a fare il meglio che posso e soprattutto cerco di divertirmi».

Cristiano Lucarelli ti ha sempre stimato dicendo che forse per emergere del tutto ti è mancata un po’ di grinta. Cosa rispondi?

«Io ho sempre messo il massimo impegno. Credo di essere stato un po’ sfortunato soprattutto nella prima stagione a Prato. Ero partito molto bene: tre gol in cinque gare ed il titolo di capo cannoniere nel toreo di Dubai con la rappresentativa di Lega Pro prima che problemi fisici condizionassero il proseguo della stagione».

A Viareggio hai comunque lasciato un buon ricordo. Da antologia il gol di testa anticipando tutta la difesa del Perugia.

«Un bel gol ma anche un gol importante perché in pratica ci lanciò verso la salvezza diretta. Sì anche io ho un bel ricordo delle mie stagioni con il Viareggio che spero possa tornare in tempi brevi nelle categorie che merita». —

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