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Il sorriso amaro di Tonchi De Oro

G.B.

L’ex di turno a Forte ritrova gli amici ma perde il primato «Sconfitta pesante, però possiamo lottare per lo scudetto»

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Forte dei Marmi. Per 50 minuti è stato uno degli avversari più temibili, guardato a vista dai suoi ex compagni in rossoblù che spesso non gli hanno riservato - ricambiati anche da lui con la stessa moneta - alcun trattamento di favore nei contrasti (tanto da scatenare più di qualche scintilla durante la partita). A fine gara però, nonostante la sconfitta del suo Valdagno, a prevalere sul volto di Gaston "Tonchi" De Oro è il sorriso: a Forte dei Marmi d'altra parte ha trascorso alcune stagioni particolarmente intense sotto la guida di Pierluigi Bresciani e qui in Versilia ha maturato amicizie che vanno oltre l'agonismo sportivo.

De Oro, quella di mercoledì era una partita importante per entrambe le squadre e non vi siete certo risparmiati: si aspettava un Forte così, in grado di resistere alla fisicità del Valdagno?

«Purtroppo ci è andata male perché i tre punti in palio erano fondamentali: se avessimo vinto avremmo potuto staccare le inseguitrici e mantenere soprattutto la vetta della classifica, però dobbiamo guardare al bicchiere mezzo pieno, alla nostra prestazione e al fatto che comunque fino alla fine abbiamo tenuto testa ad una squadra come il Forte che fin dall'inizio è stata costruita per vincere e occupare le posizioni di vertice di questo campionato».

La vostra ultima sconfitta risaliva al derby con il Trissino, il 9 dicembre scorso: una serie di vittorie impressionante. Cosa cambia dopo la sconfitta di mercoledì?

«Abbiamo sicuramente dato prova in questo mese e mezzo in particolare di poter dire la nostra e di meritarci il posto che ci siamo conquistati in questa serie A1. Non siamo qui per caso: in pochi ci avrebbero scommesso alla vigilia di questo campionato, all'inizio siamo partiti un po' in sordina ma siamo anche noi una grande squadra e possiamo mettere i bastoni tra le ruote a tante altre giudicate per favorite. Perdere contro il Forte non ci ridimensiona. Ripeto: tenere un avversario di tale qualità per 50 minuti sulle spine è un segnale da prendere con grande positività. E sabato nel derby contro il Bassano per noi sarà un'altra grande prova di maturità che dobbiamo e vogliamo superare con i tre punti».

Si può quindi annoverare il Valdagno ufficialmente tra le squadre che può puntare allo scudetto?

«Penso di sì. Quando perdemmo a Trissino dissi pubblicamente che quella sconfitta derivava dal fatto che non ci avevamo creduto abbastanza. Ora abbiamo capito invece qual è la nostra forza, ci siamo ritrovati in pista, ci siamo uniti e ci siamo conquistati questa posizione ai vertici della categoria con grande sacrificio e lavoro. Siamo qui, a lottare alla pari con Forte e Lodi: perché non dobbiamo crederci?». —

G.B.

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