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Orlandi amaro: «Al Capannino dovevamo forzare di più»

Gabriele Buffoni
Orlandi amaro: «Al Capannino dovevamo forzare di più»

L’allenatore del Forte dei Marmi non nasconde la delusione per il pareggio ma sottolinea anche la percentuale di realizzazione dei tiri diretti

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Gabriele Buffoni

FORTE DEI MARMI. Due punti soltanto. È questo il misero bottino che il Forte dei Marmi è riuscito a conquistare nelle due gare che ha dovuto recuperare - dopo il loro rinvio, causa Covid - in questi ultimi scampoli del 2020, a cavallo delle festività natalizie. Due pareggi, uno casalingo con il Montebello e uno nel difficile derby al Capannino di Follonica, che lasciano un sapore decisamente amaro in bocca ai rossoblù: le intenzioni della squadra guidata da mister Alberto Orlandi erano di raggiungere la vetta proprio sfruttando i sei punti in palio in questa coppia di sfide eppure oggi il Forte si ritrova ancora al quarto posto dopo due prestazioni che certo non hanno entusiasmato.

Mister Orlandi, a Follonica un pareggio strappato nel finale che lascia però comunque l'amaro in bocca: una seconda occasione fallita per conquistare il primato?

«Siamo tornati dal Capannino con la consapevolezza che l'aspetto davvero positivo della partita per noi, oltre ai quattro gol di Ambrosio, è stata la percentuale di realizzazione dei tiri diretti. Per il resto non posso dirmi soddisfatto: per 7-8 minuti il Follonica è rimasto a nove falli a carico e questo non è accettabile per una squadra come la nostra. Dovevamo forzare di più la giocata, tentare il tutto per tutto spingendo i nostri avversari a commettere quell'ultimo fallo che ci avrebbe concesso una punizione di prima e invece non l'abbiamo fatto. Poteva essere la chiave di volta della partita».

Recrimina anche qualche decisione arbitrale, visto che il decimo fallo follonichese non è mai stato fischiato?

«No, francamente l'unico dubbio che ho è su un rigore che forse avrebbero potuto concederci, ma è stato un episodio al limite. Non ritengo ci siano state ingiustizie arbitrali, anzi: quello che faccio è un "mea culpa" collettivo della squadra, siamo noi che non ci siamo creati l'occasione per spingere i nostri avversari al fallo. Dobbiamo ritrovare quella cattiveria agonistica in vista delle prossime partite perché voglio tornare a vincere il prima possibile: affronteremo il 5 gennaio il Correggio, poi Sarzana e Valdagno tutte e tre in casa nostra. Voglio che l'asticella si alzi un po' di più: questa non è la classifica che ci spetta, abbiamo buttato via dei punti importanti e voglio che già dalla prossima gara i dieci giocatori che convoco siano pronti sempre a dare il massimo in pista».

Cambierà qualcosa in allenamento in vista di un altro mese in cui si giocherà praticamente ogni tre giorni?

«Ci aspetta un gennaio intenso esattamente come lo è stato dicembre: quello che voglio che passi ai ragazzi è che i dieci giocatori che convoco ad ogni partita devono essere sempre pronti a dare il massimo. Ci stiamo allenando bene ma quello che conta è il test della pista, il risultato che riusciamo ad ottenere. Valuterò attentamente in questi giorni: se non torniamo a vincere qualcosa forse bisognerà cambiare». —

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