Gioco
Eritreo: «Che emozione indimenticabile quella volta che giocai contro Maradona»
L’ex bianconero ricorda la partita per beneficenza in cui affrontò da avversario l’asso argentino
la storia
MASSIMO GUIDI
A volte il caso ti porta a vivere da protagonista eventi eccezionali. Ed è stato proprio un caso, fortunato vale la pena di aggiungere, che nel pomeriggio di trentuno anni fa regalò a Giorgio Eritreo la possibilità di scendere in campo, al “Liberati” di Terni, da avversario del più grande di tutti, Diego Armando Maradona, per una partita di beneficenza ripescata dagli archivi di una emittente umbra nei giorni seguenti alla morte dell'asso argentino. In quel match Eritreo, che all’inizio degli anni novanta ha deliziato i tifosi del Viareggio con il suo famoso “paso doble”, si toglie anche lo sfizio di entrare nel tabellino dei marcatori segnando due reti, proprio come il Dio del calcio. Una doppietta non ufficiale ma sicuramente la più importante in carriera.
Ma come detto a metterci lo zampino è il caso o meglio la latitanza dei colleghi di Stefano Tacconi che non si presentano a Terni per disputare una gara di beneficienza organizzata proprio dall’allora portiere della Juventus il cui incasso era destinato ad un'associazione di sportivi disabili e ad un ospedale per bambini di Buenos Aires. Giornata alla quale parteciparono i calciatori argentini, la maggior parte dei quali facenti parte della nazionale che un anno dopo vincerà il mondiale. Oltre al “Pibe de oro” che in quella partita avrà a fianco i fratelli Raul e Hugo, unica volta che i tre giocheranno assieme, rispondono presente Caniggia, Burruchaga, Ruggeri, Pumpido, Brown, Troglio. Accompagnati dal ct Carlos Bilardo.
«Tacconi ci rimase molto male – racconta Eritreo – visto che era un evento organizzato per beneficenza (furono venduti dodicimila biglietti ndr) ma bisognava giocare. Noi calciatori della Ternana avevamo già preso i biglietti per andare a vedere Maradona ma quando ci chiesero di andare in campo non ci sembrò vero. Era un lunedì e tanti ragazzi erano andati a casa ma chiaramente accettammo con entusiasmo. E quando ci sarebbe ricapitato di giocare contro il più grande di tutti».
La partita finì sette a due per gli argentini e Maradona deliziò la platea con giocate di alta scuola. «Vederlo giocare da vicino - ricorda ancora Eritreo - mi ha dato un’emozione particolare. Ogni volta che toccava il pallone era un numero ma lo faceva anche in gare ufficiali figuriamoci in un contesto del genere. In occasione del primo gol saltò un mio compagno con un colpo di tacco vicino alla bandierina del calcio d’angolo per poi porgere un comodo assist mi pare a Pasculli che mise in rete».
Ma quel giorno Eritreo, che in un contrastò rifilò un involontario pestone al numero dieci per eccellenza («mi guardò un po’ storto ma non disse una parola»), si tolse la soddisfazione di segnare due reti: «Bella soprattutto la prima dopo uno scambio di prima con un compagno. È vero che di gol ne ho realizzati pochi - conclude l’ex bianconero - ma quella la ricordo ancora con grande piacere». —
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