Gioco
Motaran, il ritorno dopo il Covid «Ora l’importante è giocare»
Il capitano del Forte, dopo il contagio di Grosseto, si è negativizzato «Meno male che si è mossa la società: se fosse stato per l’Asl...»
Forte
«Sono stati giorni duri: quando dopo l'ultimo tampone ho scoperto di essere negativo al coronavirus ho tirato un sospiro di sollievo». Davide Motaran, capitano dell'Hockey Forte dei Marmi, tornerà ad allenarsi già a partire da stasera. Con lui anche Riccardo Gnata, l'unico altro giocatore risultato negativo nella squadra rossoblù e che non deve sottostare ad ulteriori obblighi di quarantena precauzionale. I due scenderanno in pista - in attesa che il resto dei compagni risulti negativo - insieme alla squadra di serie A-2.
Motaran, finalmente la luce in fondo al tunnel dopo più di una settimana di preoccupazione per quel tampone positivo: come ha vissuto questa quarantena?
«Molto male, e non tanto per la malattia in sé, dato che non ho avuto febbre ma solo stanchezza e dolori un po' dappertutto. Ero molto spossato, ma quello che più ha fatto male è stata la quarantena all'interno della mia stessa casa, per proteggere i miei figli e mia moglie che fortunatamente sono riuscito a non contagiare. Abbiamo una mansarda e io mi sono trasferito lì ancor prima di fare il tampone, non appena abbiamo saputo della positività dell'allenatore del Grosseto e ho visto comparire il primo sintomo sospetto. Dover indossare i guanti per toccare un piatto o un bicchiere e soprattutto vedere i miei figli attraverso la porta a vetri è stata la cosa più dolorosa di tutte. Devo ringraziare la società che ha avuto l'accortezza di annullare fin da subito tutti gli allenamenti proprio per permetterci di autoisolarci ed evitare ogni minimo spostamento dalle nostre abitazioni: se avessimo dovuto aspettare l'Asl, che ancora oggi non si è fatta viva con nessuno, non so cosa sarebbe potuto accadere».
L'hockey in questi giorni si sta attrezzando per ripartire: confida che si possa tornare a giocare a breve?
«Lo spero, da agonista è una sofferenza non poter continuare il campionato. Credo anzi che si debba fare di tutto per continuare. La Federazione ora si è impegnata a fornirci i tamponi: meglio tardi che mai, forse avrebbero dovuto pensarci prima dell'inizio della stagione. Probabilmente avremmo evitato tante situazioni a rischio, come quella con il Grosseto che ha colpito noi del Forte, e anche tante gare sospese come quelle che abbiamo avuto. Però è inutile ragionare "con i se e con i ma": bisogna rimboccarci le maniche e andare avanti».
La prospettiva non è però delle più semplici: ancora non c'è una data per i recuperi e potrebbero maturarne degli altri in futuro.
«Con le dovute proporzioni, credo sarebbe d'aiuto guardare al calcio professionistico: facendo i tamponi prima delle partite sapremo chi è positivo e chi no e con un giocatore impossibilitato, pur con le ovvie difficoltà e sempre mettendo la sicurezza al primo posto, bisogna tentare di giocare e andare avanti. Un nuovo stop al campionato dovuto alle gare sospese potrebbe non farci più ripartire». —
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