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Della Latta, il nipote d’arte che fa volare il Padova

Gabriele Noli
Della Latta, il nipote d’arte che fa volare il Padova

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Viareggio

Mai come in questo periodo, l’accostamento con lo zio è da considerarsi adeguato. Perché Simone Della Latta, di ruolo centrocampista, sta invece segnando come se fosse un attaccante, confermando la tesi che il gol è una questione di famiglia. Vitaliano Bonuccelli ne è stato la rappresentazione vivente: il “Condor” si gode il ritorno in panchina e i numeri realizzativi del nipote, simili a quando era lui a gonfiare a ripetizione le reti avversarie.

Se il Padova guida la classifica del girone B di Serie C, lo deve in buona parte proprio al centrocampista viareggino, che nel successo esterno di lunedì sera a Cesena ha siglato la quarta rete in otto giornate di campionato, a cui va sommata la doppietta rifilata al Frosinone in Coppa Italia: sei centri in undici presenze, una media-gara superiore allo 0,5.

A ventisette anni, Della Latta sta attraversando una tra le fasi migliori della sua carriera: lo certificano, anzitutto, le prestazioni di un livello costantemente elevato. Ecco perché il tecnico Mandorlini di lui non può, né vuole fare a meno, pur disponendo comunque di un centrocampo (e di un organico) che con la Serie C ha ben poco a che vedere. Risultati e classifica sono in linea con le ambizioni di una società fortemente determinata a tornare in B.

Un progetto che Della Latta si è convinto a sposare pur avendo ricevuto nei mesi scorsi qualche proposta dalla cadetteria: e così rieccolo ad affrontare, per l’ennesima stagione, quel campionato dove ha trascorso per intero la sua carriera professionistica, al netto della distinzione tra Prima e Seconda Divisione azzerata nel 2014. Dalla trafila nel settore giovanile dell’Empoli, alle prime esperienze tra i grandi con Viareggio e Gavorrano, poi gli anni al Pontedera con l’intermezzo di Grosseto. Nel 2017 avrebbe dovuto disputare la B con il Carpi, per un intreccio di mercato è finito al Piacenza, sempre in C: il ricordo della promozione sfumata all’ultima giornata nel tonfo di Siena (maggio 2019) è ancora vivo. Della Latta ci (ri)pensa e se ne serve come stimolo personale per ripetere lo stesso cammino, ma con un finale diverso. Anche grazie ai suoi gol. —

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