Sicurezza
Il dg Luisi: ecco perché è saltata la partita
Un tesserato non atleta è risultato positivo al test sierologico «La sicurezza e la salute devono venire prima di tutto»
SERAVEZZA
Un test sierologico positivo nello staff del Seravezza blocca da protocollo la partita di oggi contro il Fiorenzuola già riprogrammata per il giorno 11 novembre: una disdetta per gli uomini di Vangioni che si stavano allenando bene e rischiano di perdere un po’il passo e il ritmo campionato. Salgono a due le giornate già saltate per i verdeazzurri e il rischio d’ora in poi con l’allargamento del contagio e le maggiori tamponature del ripetersi di questi posticipi. Ovviamente la sicurezza viene sempre in testa ed è giusto prevenire possibili focolai che non ci sono in casa verdeazzurra, ma il campionato prende già una piega difficile.
Che non sarebbe stato facile lo si sapeva: le società stanno perdendo incassi e pubblico. Nei settori giovanili si giocano solo i campionati regionali, le altre formazioni si allenano per non perdere i ragazzi senza avere entrate, ma solo uscite. Per le prime squadre l’accesso al pubblico è stato talvolta contingentato, vedi la prima uscita, poi riservato ai tesserati come contro l’Aglianese e sono spuntati i primi tifosi che con metodi artigianali si sono affacciati al di sopra delle mura di cinta dello stadio. Insomma, la sopravvivenza del campionato è a rischio.
«Accogliamo la scelta di rimandare la partita – commenta il direttore generale Edo Luisi – per un caso di positività ad uno dei due parametri al test seriologico di un nostro tesserato non atleta. Abbiamo dovuto fare la comunicazione di rito alla Asl e di conseguenza è scattato il provvedimento di rinvio. La sicurezza e la salute sono le prime cose da considerare e di cui tener conto, ma di questo passo vedo difficile che si possa proseguire. Alla prima giornata cinque atleti del Forlì risultarono positivi al test seriologico e al tampone del sabato furono tutti negativi per fortuna. Confidiamo che sia lo stesso e che si tratti solo di una precauzione massima che accettiamo. Stavamo bene, domenica abbiamo fatto una grande partita e ci trovavamo di fronte ad una formazione che punta decisamente alla vittoria finale, forse la squadra che gioca meglio in questo momento. Però anche noi abbiamo trovato una quadra in campo e preferivamo affrontare ora la partita e non in un recupero che congestionerà il calendario. Dopo questo incontro, ultimo di un tour de force da paura, avevamo una serie di appuntamenti alla nostra portata e giocare anche di mercoledì non è il massimo. La questione è più ampia: alle società come la nostra restano in capo tante spese come la gestione dell’impianto senza avere più i rientri. Il settore giovanile faceva più incassi della prima squadra e si autofinanziava: adesso continuiamo a fare attività con i ragazzi senza giocare, altrimenti perdiamo i giovani che per noi sono anche i giocatori del futuro ed un investimento. Vedremo cosa accadrà». –
MICHELE MORABITO
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