Torre sfiora il bis europeo «Ma non è un argento beffa»
In Polonia il ventunenne viareggino si piazza secondo nel singolo pesi leggeri: la medaglia d'oro sfuma per appena trentasei centesimi di distacco
VIAREGGIO
Avremmo potuto scrivere di Niels Torre campione europeo nel canottaggio per la seconda volta in circa un mese senza cadere in errore, se non fosse stato per 36 centesimi. Pochi, pochissimi, quasi niente eppure abbastanza per negare al 21enne viareggino il titolo continentale nel singolo pesi leggeri anche tra i grandi, dopo quello ottenuto a settembre a Duisburg (in Germania) nella rassegna dedicata agli Under 23.
A Poznan (in Polonia), dove nel 2018 si era messo al collo la medaglia d’oro nel quattro di coppia, Torre si è dovuto inchinare soltanto al norvegese Kristoffer Brun: 36 centesimi, su una gara di 7 minuti, sono la traduzione in cifre di un distacco irrisorio, eventuale (e validissimo) motivo di seccatura, comunque solo a posteriori.
«A freddo potrei anche dire: “Peccato, per così poco”, ma a che servirebbe? Io so di aver fatto il massimo possibile, alla fine ero stremato». Un argento di per sé rimarchevole, in linea con le aspettative rese legittimamente elevate dall’oro tra gli Under 23, per quanto la differenza tra le due competizioni, va da sé, fosse sin troppo evidente. «Sapevo che c’erano buone chance di salire sul podio. E ci speravo. La vittoria in batteria e in semifinale mi ha permesso di preparare la finale con una convinzione ancor maggiore. Sono stato battuto da un avversario bronzo Olimpico a Rio 2016, con più esperienza ed energia nella parte conclusiva. C’è soddisfazione, non delusione».
Anche perché per Torre l’argento di Poznan è di fatto la prima medaglia tra gli assoluti prendendo come riferimento Europei e Mondiali. Di certo, durante il periodo del lockdown, quando la pandemia aveva comportato lo stop all’attività agonistica, il portacolori della Canottieri Viareggio non poteva immaginare che di lì a qualche mese avrebbe raggiunto simili risultati. Questo argento però «vale più dell’oro tra gli Under 23, perché affermarsi nel circuito professionistico è di una difficoltà estrema». E confermarsi, persino oltre.
«La prospettiva non mi spaventa, quando si conquista una medaglia europea la voglia di allenarsi aumenta a dismisura». A sentirlo parlare, non dà affatto l’impressione di chi potrebbe montarsi la testa: non rientra nel suo modo di concepire lo sport e, in generale, la vita. «Sono lo stesso Niels di sempre. E continuerò ad esserlo», rassicura. L’unica differenza, semmai, riguarderà la considerazione che gli avversari avranno di lui nelle prossime competizioni. «Sino ad ora ero un outsider per loro, magari adesso conoscono un po’ meglio il mio modo di gareggiare». E che importa se l’effetto sorpresa è ormai svanito: in fondo non vedeva l’ora di ritrovarsi a questo punto (e ci ha persino messo meno del previsto).
Tutti contenti per l’exploit di Poznan, anche se al suo allenatore Lelio Lunardini «vedendo il modo in cui l’oro è sfumato, un po’ di amarezza è rimasta», confessa ridendo Torre. Che di tempo per godersi l’argento ne ha pochissimo: appena rientrato da Poznan è già diretto a Varese, dove da domani a domenica si terranno i campionati italiani Under 23 e Assoluti. Ci si approccerà come se nulla fosse cambiato. Basta un argento europeo per ricordargli che non è proprio così. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
