La lunga estate calda di Gabriele Gori sulle spiagge europee a suon di gol
Il fuoriclasse viareggino è stato protagonista in Ungheria, Polonia e Portogallo realizzando in tutto 53 reti
VIAREGGIO
In giro per l’Europa - chiamato per fare ciò che meglio riesce: segnare - nell’estate della pandemia. Gabriele Gori ha (es)portato il proprio smisurato talento là dove il beach soccer non si è fermato, soluzione alternativa per aggiornare lo score complessivo di reti, già rimarchevole di per sé. Le 53 siglate nel 2020 – che portano il totale a 777 – rappresentano l’espressione più impattante dei successi personali non corrisposti però a quelli di squadra, concetto da esprimere al plurale, inserendoci tutte le società – tre – alla fine rimaste senza trofei, nonostante l’esagerato apporto realizzativo di “Tin-Tin”. Questa, per lui, doveva essere la prima stagione lontano da(l) Viareggio: in effetti è stato davvero così, ma diversamente – e parecchio - da quanto prefigurato. Di certo, il diffondersi del Covid-19 ha inciso in modo determinante nel separare le aspettative dalle realtà. Si immaginava con addosso la maglia del Napoli, che aveva fatto follie per prendersi lui e Ramacciotti. Tutto procrastinato di un anno, perché in Italia, nel 2020, non si è mai giocato: la Lega Nazionale Dilettanti ha cancellato ogni competizione (campionato e coppe), consapevole che applicare il protocollo sanitario stilato dalla Federazione sarebbe stato di fatto impossibile. E così Gori ha cominciato a girare l’Europa, chiamato per segnare quanto più possibile: la Beach Soccer Worldwide, l’organo di governo della disciplina, consente infatti agli atleti di potersi tesserare con vari club contemporaneamente, purché non della stessa nazione.
A luglio il fuoriclasse viareggino, prossimo a compiere 33 anni, ha preso parte alla fase conclusiva del campionato ungherese con il Bodon Peter (assieme a Dario Ramacciotti), i primi di agosto è volato in Polonia, ingaggiato dal Kp Lodz. Doppia cifra ampiamente superata, in entrambi i casi. A settembre è stata invece la volta della Euro Winners Cup, disputata con gli ucraini dell’Artur Music, battuti ai rigori dal Viareggio nel 2016: un successo che consentì alla formazione di Stefano Santini di conquistare il titolo europeo per club. Di reti, a Nazaré (in Portogallo) Gori ne ha messe a segno addirittura 22, cifra considerevole, insufficiente però per consentire agli ucraini di lottare sino in fondo per il trofeo.
Il totale nell’anno solare – 53 – è da ritenersi definitivo: è infatti sfumata la possibilità di partecipare alla Coppa di Russia. Per incrementare lo score, occorrerà dunque aspettare il 2021, quando “Tin-Tin” tornerà a giocare pure con la nazionale, la cui ultima gara ufficiale risale al 1° dicembre (la finale dei Mondiali, persa 6-4 con il Portogallo).
Pandemia permettendo, la prossima stagione si preannuncia fittissima di appuntamenti, sulla falsa riga di quanto avvenuto nel 2019, con tornei distribuiti su dieci mesi: opportunità multiple per avvicinarsi sempre più a quella quota 1000 che Gori ha sempre precisato di non vivere né come un’ossessione, né come una priorità. Gli mancano 223 centri per raggiungerla. Tanti, certo, ma neppure troppi per uno a cui segnare è ciò che meglio riesce. Ci proverà, anche se non lo dirà apertamente. —
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