Il Tirreno

Versilia

Pubblico in mascherina e viale a mare affollato: la voglia di ciclismo è davvero tantissima

Gabriele Noli; altro servizio a pag. 13
Pubblico in mascherina e viale a mare affollato: la voglia di ciclismo è davvero tantissima

Le restrizioni anti Covid non fermano gli appassionati delle due ruote E c’è chi è arrivato da Piacenza per non perdersi lo spettacolo dal vivo 

3 MINUTI DI LETTURA





la festa

Tra le centinaia di cicloamatori accorsi sul lungomare di Lido per assistere all’arrivo – in volata – della tappa d’apertura della Tirreno-Adriatico, ce ne sono anche due arrivati da Piacenza. Uno è giunto pochi giorni addietro, l’altro ieri mattina. Si trovava proprio in Versilia, quando è scattato il lockdown. «Ci tenevo a vedere la corsa: è stata un’occasione per tornare e trascorrere una breve vacanza», dice quando la conclusione della tappa è imminente. Se non fosse per le mascherine, non sembrerebbe di trovarsi in un contesto di post-pandemia: la maggior parte delle centinaia di persone attaccate alle transenne di viale Bernardini le indossano, ma i presupposti per mantenere la distanza di un metro non ci sono. Eppure lo speaker si sforza di ripeterlo, come gli altri comportamenti da adottare per evitare rischi di contagi, o almeno di ridurli al minimo.

Il colpo d’occhio è impattante, riflesso della voglia di ciclismo degli appassionati di ogni età: bambini, ragazzi, adulti e anziani cercano il varco migliore per godersi l’epilogo della tappa.

I corridori sfrecciano sul lungomare ad una velocità così alta da sembrare proiettili colorati, accompagnati dal calore del pubblico che fa il paio con quello della temperatura: il sole picchia forte, mitigato solo talvolta da una brezza leggera. Non parrebbe nemmeno una giornata di settembre.

Di inedito c’è pure la collocazione temporale della corsa “dei due mari”, tradizionalmente programmata per marzo, forzatamente spostata di sei mesi causa Covid-19. Qualche bambino urla ai corridori, invocando una borraccia da conservare come ricordo: tentativi a vuoto ed in fondo, di questi tempi, è meglio così. C’è anche chi pedala sulla pista ciclabile, totalmente estraneo alla Tirreno-Adriatico, impegnato a schivare i tanti spettatori concentrati su quanto accadrà di lì a breve. Di appassionati che la tappa preferiscono seguirla da bordo strada e non davanti alla tv, se ne vedono parecchi sul monte Pitoro, che i corridori devono percorrere tre volte. I numeri non sono minimamente paragonabili al lungomare, ma il coinvolgimento è, se possibile, persino maggiore: ad ogni passaggio della carovana, si susseguono incitamenti a perdifiato e sbracciate spontanee. Niente di invadente o potenzialmente pericoloso per i veri protagonisti di un evento atteso da tanto tempo, identificato come segnale di ripartenza. E non solo del ciclismo. Le scene riportano ai bei tempi andati, quelli di un distacco minimo tra chi pedala e chi guarda. E pure chi resta a casa trova personale appagamento, viste le tre ore di diretta prima su Raisport, poi su Rai2: uno spot meraviglioso per la Versilia ed in particolare per i comuni interessati dalla tappa (una sconfitta, l'ennesima, per Viareggio), con riferimenti continui al territorio, alla sua storia ed ai personaggi che lo hanno reso celebre. Si consideri inoltre che la Tirreno-Adriatico viene trasmessa in 172 paesi (tutt’e cinque i continenti). Una finestra spalancata sul mondo. —

Gabriele Noli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

altro servizio a pag. 13

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web