Gioco
Reggiana, promozione alla viareggina
C’èanche il mental coach Eugenio Vassalle dietro il ritorno in serie B della formazione emiliana
/ Viareggio
Il segreto è nella testa. E’ in pratica il concetto espresso da Ivan Varone giocatore centrocampista dal gol facile della Reggiana al termine della finale playoff di serie C tra Reggiana e Bari vinta dalla squadra della città del Tricolore che ha così festeggiato il ritorno in serie B. Se all’inizio molti atleti erano forse un po’ scettici adesso una buona parte di loro cerca di curare la forma mentale, quella che non si vede ma che è importante come la forma fisica, grazie all’aiuto dei mental coach. E non ne fanno più mistero.
Ma cosa c’entra la Reggiana ed un suo giocatore con Viareggio? C’entra eccome perché il mental coach del giocatore granata è Eugenio Vassalle, sessantenne viareggino titolare della Mcs Professional che segue una quarantina di giocatori dalla serie A alla serie C oltre un paio di professionisti del golf. E in un recente passato Vassalle ha seguito anche alcuni giocatori della squadra di hockey del Cgc Viareggio.
Nel suo lavoro Vassalle è coadiuvato da alcuni collaboratori: Nicola Tesi, Giacomo Cioni, Marco Luciani, Fabio Spano, Cristiano Cravedi che seguono calciatori di serie D e del settore giovanile oltre a Dario Reina che si occupa di approntare i filmati motivazionali ovvero il meglio delle azioni di un giocatore, quelle da fargli rivedere nei momenti appunto di scarsa forma mentale.
«Varone mi ha contattato la scorsa estate ed ho iniziato a seguirlo anche dopo essermi consultato con il suo allenatore Alvini perché io non voglio passare avanti a nessuno. Alvini è rimato molto contento per quanto è stato fatto per il ragazzo».
Un lavoro importante per i mental coach lo hanno sicuramente svolto nel periodo di stop imposto dal Covid durante il quale atleti di tutti gli sport hanno dovuto lavorare a casa, da soli. «La testa fa la differenza – dice ancora Vassalle – e per questo durante il periodo del lockdown il nostro lavoro è stato un supporto importante. Pensate a questi ragazzi abituati a continue scariche di adrenalina che si trovano all’improvviso costretti a rimanere a casa senza sapere se e quando avrebbero potuto tornare in campo. Io li ho seguiti facendo video conferenze per cercare di tenere allenata la mente. Devo dire che durante il periodo di clausura obbligata il lavoro è aumentato perché tanti giocatori, su indicazione dei loro compagni, hanno iniziato a fare ricorso al mental coach».
Ma al di là della soddisfazione per avere dato un contributo alla promozione della Reggiana, l’impresa più difficile e per questo più gratificante Vassalle l’ha portata a termine con la Sicula Leonzio e con il Pescara. La formazione di Lentini ad un certo punto della stagione sembrava spacciata e la società ha voluto dare un supporto in più ai ragazzi facendo ricorso al lavoro del professionista viareggino che in Sicilia aveva già lavorato a Catania dove è riuscito a rigenerare mentalmente il gruppo che ha ottenuto otto risultati utili consecutivi fino all’epilogo del play out vinto con il Bisceglie. «Nel caso della Sicula Leonzio è stata direttamente la società a contattarmi. Quando mi hanno chiamato la squadra era ultima in classifica. Sono stato inserito nello staff del tecnico Grieco al quale naturalmente va il merito principale dell’impresa».
Ed anche il Pescara, pur rimanendo dietro le quinte, Vassalle ha svolto un lavoro importante coadiuvando il tecnico Sottil nel ricostruire mentalmente un gruppo che ha colto la salvezza nei play out di serie B ai rigori col Perugia. —
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