Il Tirreno

Versilia

IDEE PER IL FUTURO 

Una scuola, un museo e onde artificiali: così Viareggio può diventare la capitale del surf

Una scuola, un museo e onde artificiali: così Viareggio può diventare la capitale del surf

Alessandro Dini, campione e pioniere di questo sport, propone idee e progetti per valorizzarlo anche turisticamente

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VIAREGGIO

Forse molti non lo sanno ma Viareggio è ritenuta la culla del surf italiano. È qui che si sono svolte le prime gare ufficiali, dove è stato aperto il primo negozio specializzato, dove è nato il primo surf club e dove ha avuto sede per lunghi anni la federazione italiana. Sono viareggini molti dei campioni italiani che hanno fatto parte della nazionale italiana. Tra loro c’è Alessandro Dini, fondatore del primo surf club italiano (Italia Wave Surf Team), campione italiano longboard dal 1993 al 1995, ex presidente della federazione italiana surf e ora marketing manager per la più grande azienda del settore (Quiksilver). Un’autorità, insomma, che, visto che alcune forze politiche in vista delle elezioni del 20 settembre hanno inserito nel programma proposte relative al surf, ha deciso di dare un contributo di progetti e idee utili a chi volesse sostenere la crescita di questo sport.

sport e turismo

«Innanzitutto - dice Dini - credo che la diffusione e il potere di attrazione del surf non possano crescere con progetti scollegati con altre realtà locali con le quali invece potrebbero creare collaborazioni e sinergie importanti e fruttuose. Occorre cioè creare un “surf-system”, fare sistema, coinvolgere e valorizzare altre realtà con cui collaborare per il raggiungimento di un obiettivo comune: portare più appassionati di surf, mare, natura nella nostra città, offrendo loro più motivi per venire a passare un fine settimana o una vacanza più lunga a Viareggio, specie nei mesi freddi. Ho apprezzato alcune idee presentate da diversi esponenti politici in campagna elettorale, ma a mio avviso vanno inserite in un piano più articolato».

Una scuola di surf

«La prima cosa che serve è a mio parere il “motore”: una surf-house, ovvero una scuola di surf, che ambisca a diventare un centro di formazione a livello nazionale. Forse al viareggino piacerebbe di più chiamarla una Cittadella del Surf? Essa dovrà avvalersi dei massimi esperti in materia e possedere le attrezzature sportive più moderne per soddisfare i bisogni di ogni allievo, dal principiante al provetto. Una surf-house comunale, aperta tutto l’anno, che possa essere utilizzata dagli istruttori dei vari surf club che non hanno una sede operativa. Dove i genitori sanno i figli in un luogo sicuro dove spogliarsi al caldo e dove lasciare i propri oggetti. Dove d’estate un turista possa scegliere di prendere lezioni di surf o noleggiare una tavola da surf o Sup, un windsurf, una canoa, offrendo un servizio finora inesistente».

IL LICEO Scientifico sPORTIVO

«È fondamentale che la surf-house faccia sistema con altre realtà viareggine legate al mare. Il Liceo Scientifico Sportivo (ex Piaggia), per esempio, dovrebbe inserire la materia del surf. Sarebbe il primo liceo/istituto italiano a farlo. Ciò attirerebbe moltissimi giovani dell’intero litorale toscano, e oltre».

IL museo del surf

«Anche l’altra mia idea - prosegue Dini - il museo del surf, entra in quest’ottica di creare ulteriori attrattive per gli appassionati e si presta a uno scambio di “clientela” e cimeli per destare la curiosità di surfisti e amanti della storia della marineria. Il primo museo in Italia consoliderebbe e onorerebbe la storia e la tradizione del surf viareggino. Non può che essere qui, e farsi battere sul tempo da altre località come accaduto per il surf in notturna, a Varazze in funzione da 10 anni sarebbe l’ennesima delusione».

sinergie cruciali

«Anche la cantieristica va coinvolta. Applicazioni di concetti idrodinamici e di design in campo navale sono stati applicati con successo a tavole da surf, e viceversa, come la pinna “foil”. Interscambio di conoscenze ed esperienze tra costruttori di barche e costruttori di tavole surf, che potrebbe portare alla progettazione tavole e scafi innovativi».

LE ONDE ARTIFICIALI

«E veniamo al sogno di ogni surfista, ovvero la piscina per le onde artificiali. È un sogno perché ha dei costi molto alti ma è un sogno che se finalizzato porterebbe molti posti di lavoro e ringiovanirebbe l’immagine di Viareggio. Piscina o no, l’importante è programmare cose fattibili, dai costi ragionevoli. Queste sono le riflessioni e la mia visione per fare del surf uno sport in grado di attirare molta più gente a Viareggio e dare ai nostri giovani un ambiente sano, sicuro e adeguato alla sua pratica. Spero che queste idee, raccolte in oltre 40 anni di viaggi nei paesi surfisticamente più avanzati, possano offrire qualche spunto alla prossima amministrazione». —

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