Sicurezza
«Il terzo scudetto è solo rinviato»
Il capitano del Tc Italia Polacci: niente da rimproverare ai ragazzi, il nostro un campionato straordinario
FORTE DEI MARMI
«Se dicessi che sono contento per com’è andata, mentirei. Perché mi brucia. E parecchio anche. Ma il Park Genova si è dimostrato più forte di noi. Se lo sia in assoluto non lo so, ma giovedì sì». Il fastidio per il ko del Tennis Italia nel confronto scudetto di Todi non ottenebra l’obiettività di Giuseppe Polacci, capitano di un circolo che, giunto all’appuntamento decisivo, al tricolore ci credeva davvero. «E invece le cose non sono girate a nostro favore. Lo ammetto sinceramente, la sensazione era quella di ritrovarci continuamente a rincorrere. Abbiamo avuto la possibilità di recuperare, con Travaglia e con entrambi i doppi: portandoli al super tie-break, il loro esito sarebbe stato incerto. La scelta di “spaccare” le coppie, affiancando Sonego a Graziani e Travaglia e Furlanetto è stata mia, la ritenevo necessaria per non caricare di troppa pressione i due ragazzi. Non c’è alcunché da rimproverare a qualcuno. Alla fine ci siamo congratulati con il Park Genova: è stata una finale correttissima, senza alcuno screzio».
Per Polacci la sconfitta di giovedì a Todi rappresenta unicamente l’infelice epilogo di un campionato comunque ricolmo di soddisfazioni. «Prima ancora che cominciasse, in pochissimi avrebbero scommesso su un nostro approdo in finale. E invece ci siamo arrivati per merito di un gruppo straordinariamente coeso, battendo Torre del Greco e Bari nella fase a gironi pur privi di Sonego. Per questo tengo a sottolineare l’importanza del contributo di tutti, di Trusendi come di Cervantes, in aggiunta a chi è sceso regolarmente in campo».
Le riflessioni di Polacci sull’avvenire del Tennis Italia si allineano a quelle di Marrai, ovvero la continuità come elemento centrale. «I primi a scrivere nella chat di gruppo di Whatsapp, dopo aver perso la finale giovedì, sono stati Sonego e Travaglia, che ci hanno ringraziato per come si sono trovati con noi anche quest’anno. E non vedono l’ora di riprovarci. Basta ciò per far capire quanto ci tenessero. L’anno prossimo recupereremo finalmente pure Matteo Donati, persona di un’umiltà unica: si è messo a disposizione con dedizione e serietà pur non potendo giocare».
E se nel 2021, con la Serie A1 che tornerà a disputarsi come da abitudine nel periodo autunnale, Edoardo Graziani difficilmente sarà disponibile in quanto di nuovo negli Stati Uniti per motivi di studio, il Tennis Italia potrebbe promuovere come numero 4 il fratello Manfredi. «Un giovane davvero promettente, che sta progredendo a vista d’occhio. Lo abbiamo fatto esordire a 16 anni in un contesto anomalo, riponiamo fiducia in lui».
Un 2020 comunque strabiliante per il circolo di via dell’Acqua, tra la finale scudetto degli uomini e la promozione in A1 delle donne. «Quando si riesce a programmare con attenzione, si ottengono risultati come questi. Per una società come la nostra avere due formazioni nel massimo campionato a squadre è un motivo di enorme fierezza ed al tempo stesso un incentivo a proseguire: l’appuntamento con il terzo scudetto è solo rimandato». —
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